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Crisi editoria, 92 testate a rischio

Decine di testate giornalistiche (quotidiani,periodici, radio e tv), non profit, di partito, di idee, edite da cooperative, a rischio chiusura.

I tagli di questi anni , ma soprattutto la cancellazione retroattiva per il 2009, del diritto soggettivo ai contributi editoria , deciso con la Finanziaria 2010, ne mettono a rischio l’esistenza, con gravi perdite per il pluralismo dell’informazione e per migliaia di posti di lavoro.

Con il comma 62 dell’art. 2 della legge finanziaria 2010, si tagliano retroattivamente i contributi del 2009,  risorse  correttamente contabilizzate nei bilanci delle aziende sulla base della precedente normativa. Ciò renderà impossibile per molti di procedere all’approvazione dei bilanci e porterà ad una rapida cessazione delle attività.

Per impedire questo scempio,è nato un coordinamento dei soggetti interessati e delle loro rappresentanze per sostenere, in Parlamento e nel Paese, tutte le iniziative necessarie per sventare un così duro colpo al pluralismo dell’informazione ed alla democrazia del Paese. Al governo si chiede di confermare per due anni il diritto soggettivo, per avere il tempo di mettere mano ad una riforma del settore, a nuove e più rigorose regole, che consentano di contenere la spesa pubblica , ma al tempo stesso di non fare mancare il necessario ossigeno a realtà significative per il pluralismo dell’informazione.

Al Governo si chiede di prendere fino in fondo consapevolezza della gravità della situazione e proporre una rapida soluzione nel rispetto ,peraltro, della volontà del Parlamento, che in tale direzione si è più volte ed unitariamente espresso.

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