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Festival delle Scienze 2018: Le cause delle cose

plasticusSi chiama Plasticus, ed è una balena di 10 metri composta da 250 kg di rifiuti di plastica, esattamente lo stesso quantitativo che ogni secondo viene gettata nei mari, che sino a domenica 22 aprile è esposta nella cavea dell’Auditorium-Parco della Musica di Roma ad accogliere i visitatori dell’edizione 2018 del Festival delle Scienze. Il tema della salvaguardia degli oceani è uno dei temi della rassegna che attraversi 40 incontri con scienziati di livello internazionale, filosofi, giornalisti, esperti, ricercatori, innovatori e artisti, affronterà anche altri temi: dai diritti umani ai viaggi nel tempo, dall'intelligenza artificiale all’ambiente, dalla robotica alle tecnologie per la salute, dalla creatività alla salvaguardia del patrimonio artistico, fino all'astrofisica e alla criminologia.
La presenza di tanti ricercatori ci aiuterà a capire uno dei concetti più importanti dell’attività umana: “Le Cause delle Cose”, il rapporto che esiste tra Causa ed Effetto.
Un appuntamento per tutte le generazioni, con oltre 200 attività educational rivolte in particolare a bambini e ragazzi, a partire dai 5 anni in su. E poi, ogni sera un Concerto o un Evento dedicato alla Scienza e 2 Mostre Fotografiche dedicate alla Terra, accompagneranno il National Geographic Festival delle Scienze, fino alla celebrazione della giornata mondiale della Terra, Earth Day, domenica 22 aprile.

Gli hashtag ufficiali del Festival, per seguire le conversazioni tematiche sui vari social network, sono #festivaldellescienze e #NGSF.

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Dove va la scuola italiana? Ce lo dice Orizzonte 2028

scuolaIn Italia, la popolazione tra i 3 e 18 anni in Italia è oggi circa 9 milioni. Tra 10 anni, nel 2028 scenderà a circa 8 milioni. Nessun altro paese europeo avrà un trend così declinante. I motivi sono conosciuti: in primo luogo, la diminuzione del numero delle madri potenziali e del loro tasso di fecondità, in particolare delle donne straniere. E sullo sfondo anche la riduzione dei flussi migratori internazionali.
Partendo da questa previsione, fondata su dati Istat e proiezioni legate ai tassi di natalità, la Fondazione Agnelli ha redatto un interessante studio sugli effetti di tale situazione sul sistema scolastico. Con le regole vigenti, la riduzione della popolazione scolastica comporterà la scomparsa di decine di migliaia di classi e di circa 55mila cattedre.
A differenza del passato, il declino investirà progressivamente tutte le regioni, comprese quelle del Nord. Di conseguenza avremo un raffreddamento della mobilità territoriale dei docenti, poiché diminuiranno le opportunità di trasferirsi dal Sud al Centro-Nord per entrare in ruolo. Ed ancora, i nuovi insegnanti immessi in ruolo saranno meno degli insegnanti che usciranno (per pensionamenti, ecc.) ed “a soffrirne - afferma lo studio- sarà il rinnovamento del corpo docente e probabilmente anche l’innovazione didattica”.
“ A regole vigenti”, sottolineano i ricercatori e quindi in assenza di interventi da parte dei governi che si succederanno, che potranno decidere di assecondare la tendenza e mettere nelle casse gli effetti in termini di risparmio (si stima di quasi due miliardi), oppure, come sarebbe auspicabile, cambiare passo.
“Una potrebbe essere aumentare il numero medio di insegnanti per classe, come avvenne nel 1990 con l’introduzione del modulo didattico alle scuole elementari, favorendo lo sviluppo di forme di co-progettazione interdisciplinare anche ai gradi superiori. Una seconda ipotesi consiste nella riduzione del numero medio di studenti per classe”. L’alternativa che i ricercatori indicano però come preferibile, è “dare priorità al miglioramento della qualità dell’istruzione in Italia, attraverso un rafforzamento generalizzato della “scuola del pomeriggio”, con più possibilità di scelta del tempo pieno/prolungato, attività integrative, supporto ai percorsi personalizzati, contrasto all’abbandono”.

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Il sesterzio di Traiano torna a Fiumicino

sesTorna a casa il sesterzio di Traiano. Il 4 aprile, in occasione delle celebrazioni per il 26esimo anniversario della fondazione del Comune di Fiumicino, il raro sesterzior affigurante l’imperatore e l’imponente opera architettonica che rappresenta il Porto esagonale, torna a Fiumicino, a 1.900 anni dalla morte dell'imperatore romano. “Sono particolarmente fiero di accogliere il sesterzio da sindaco di Fiumicino in un’occasione così importante come l’anniversario della fondazione- ha commentato il sindaco Esterino Montino-  Dopo anni in una collezione privata, grazie all’intervento della Pro Loco di Fiumicino, al contributo di tanti e tante e all’impegno dell’assessore Paolo Calicchio, possiamo avere indietro questa preziosa e rara moneta". A consentire il ritorno, l'impegno dell'assessore alla scuola, appassionato di archeologia e numismatica, ed un accordo tra la casa d'aste svizzera e la Pro Loco di Fiumicino che aveva lanciato una campagna di raccolta fondi. Il 4 aprile, per salutare il ritorno, ci sarà una cerimonia alle 11.30 all’Oasi di Porto (via Portuense 2264).

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