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I guardiani della verità

time 2Jamal Khashoggi, il giornalista saudita ucciso nel consolato saudita di Istanbul a ottobre; la direttrice del sito di informazione online filippino Rappler, Maria Ressa, sottoposta a censure e minacce da parte del regime di Duterte; la redazione della Capital Gazette, il giornale di Annapolis negli Stati Uniti oggetto di un attacco terroristico in cui hanno perso la vita cinque giornalisti; i giornalisti birmani della Reuters Wa Lone e Kyaw Soe Oo, condannati ad anni di carcere dal regime dopo un processo farsa. Sono loro i “guardiani” della verità ai quali il prestigioso settimanale americano Time ha voluto dedicare quest’anno la copertina del numero tradizionalmente dediacato a indicare la “persona dell’anno". Un gruppo di persone, giornalisti impegnati in una "guerra per la verità", che li ha portati ad essere bersagli di regimi dittatoriali o di terroristi. Tra loro Jamal Khashoggi, ucciso nel consolato saudita di Istanbul, in Turchia, a ottobre e per il quale si è sfiorata una grave crisi diplomatica internazionale. E' la prima volta che Time sceglie una persona morta per la sua copertina della persona dell'anno.

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Roma, 24 novembre: corteo contro la violenza di genere

banner1Il movimento “Non Una di Meno” torna nelle strade con una manifestazione nazionale a Roma il 24 novembre contro la violenza di genere e le politiche del governo definite “patriarcali e razziste”. Un corteo prenderà il via alle ore 14.00 da Piazza della Repubblica, per denunciare “la strumentalizzazione di stupri e femminicidi, che, ricordano le promotrici, “non hanno colore: è sempre violenza maschile”. Nel mirino di “Non Una di Meno” le misure del governo in tema di sicurezza e immigrazione, i propositi di riformare la legge sull’aborto, e il Ddl Pillon sull’affido condiviso dei figli. Misure e proposte di legge “che insistono su un modello patriarcale e autoritario che vuole colpire donne, migranti e soggettività lgbt, impedendo la libertà individuale di decidere sul proprio corpo e le proprie vite”. 

Il giorno dopo, il 25 novembre, si terrà un assemblea nazionale “verso lo sciopero globale delle donne dell’8 marzo”.

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Midterm USA: chi ha vinto?

usaChi ha vinto in USA nelle elezioni di Midterm? Il presidente Donald Trump, forte della conferma della maggioranza repubblicana in Senato esulta e parla di successo. Ma i Democratici, gli avversari del presidente, registrano un forte incremento nel voto popolare e conquistano la Camera dei rappresentanti.
E proprio il risultato ottenuto dai Democratici alla Camera più di altri indica il segno di questa importante tornata elettorale, perché mentre per il Senato erano in gioco solo 35 seggi, un terzo sul totale di 100, per la Camera 50/55 milioni di elettori, un numero record per il midterm, si sono recati alle urne per rinnovare tutti i 435 seggi. Insomma, sembrerebbe una sconfitta per il presidente, che radicalizzando lo scontro è si riuscito trasformare le elezioni di Midterm in un referendum su se stesso, ottenendo in alcuni casi buoni risultati, ma che dovrà fare ora i conti con una nuova maggioranza alla Camera ostile e pronta ad ostacolare in tutti i modi la sua azione nei due anni restanti di mandato. Fino al punto di avviare la procedura di impeachment? Improbabile visto l’esito che la procedura avrebbe in Senato e l’effetto boomerang che potrebbe innescare.
In campo democratico molti volti nuovi, tante donne e rappresentanti di minoranze. L’emblema di questo rinnovamento è rappresentato da Alexandria Ocasio-Cortez, eletta a New York nel Bronx, caposaldo democratico che premia così la 29enne figlia di una modesta famiglia portoricana, diventata icona della sinistra liberal.

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