Hong Kong: la Cina approva la nuova legge sulla sicurezza. Si riduce l’autonomia dell’ex protettorato britannico

Nuovi poteri della Cina su Hong Kong. Il Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo, ramo legislativo del parlamento di Pechino ha approvato la nuova legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong, che comporterà una stretta all’autonomia riconosciuta all’ex colonia al momento del passaggio della città dalla sovranità di Londra a quella di Pechino. Immediate le reazioni negative delle cancellerie occidentali, della Gran Bretagna e degli Stati Uniti in primis, che minacciano sanzioni.

Ma le reazioni più preoccupate arrivano dall’interno di Hong Kong da parte degli attivisti dei diritti civili che con le loro proteste, spesso violentemente represse, nei mesi scorsi hanno tenuto accesa l’attenzione internazionale. La nuova legge, scrive su Twitter l'attivista pro-democrazia Joshua Wong, "segna la fine della Hong Kong che il mondo conosceva. Con poteri spazzati via e una legge indefinita, la città diventerà uno stato di polizia segreta". Contro la nuova legge colta a contrastare “la sovversione e la collusione con forze straniere”, ma soprattutto ridurre le proteste e la libertà di parola, si annunciano proteste già a partire da mercoledì nonostante il rischio di arresto che propria la nuova legge prevederebbe. Legge, va detto di cui la Cina non ha ancora confermato ufficialmente l’entrata in vigore, lasciando quindi in queste ore molti dubbi aperti sulle misure da rispettare.

Hong Kong è stata restituita alla Cina dai britannici nel 1997, con un accordo speciale che garantiva determinati diritti per 50 anni. Già a maggio dopo l’annuncio di Pechino di una nuova legge, si erano alzate molte voci di protesta e aspre condanne internazionali. Ma le proteste per chiedere più diritti e respingere le pressioni di Pechino in senso contrario vanno avanti già da anni. La Cina, da parte sua afferma che la legge è necessaria per affrontare i disordini e l'instabilità e respinge le critiche bollandole come “interferenze nei suoi affari”.