Balotelli, i cori razzisti, i negazionisti e le sconcertanti parole di un capo ultrà

Per l’allenatore del Verona Juric quelli contro Balotelli sono stati “solo sfottò”. Per lui, ma  anche per la società e per tanti nel mondo del calcio, “non si tratta di razzismo” e la reazione di Mario Balotelli al 54' del match del Bentegodi del suo Brescia contro i padroni di casa del Verona è stata esagerata e fuori luogo. Cosa ha fatto Balotelli? Preso di mira dai tifosi dell'Hellas, anche con gli immancabili “Buu”, ha interrotto l'azione di gioco che lo vedeva protagonista e calciato violentemente il pallone verso gli spalti minacciando di lasciare il campo. La partita è stata interrotta per alcuni minuti dall'arbitro Mariani e, dopo l'annuncio dello speaker, il gioco è ripreso. Poi è iniziata la polemica via social, con Balotelli che ha ringraziato quanti gli hanno espresso solidarietà dimostrando, ha scritto di “essere veri uomini, non come chi nega l'evidenza".
Poi, rivolto, agli ultras della curva che lo hanno bersagliato con insulti razzisti, li ha invitati a vergognarsi. Loro, i destinatari delle parole di Balotelli, però non sembrano affatto vergognarsi, anzi. E stamani, Luca Castellini, esponente di spicco della formazione neofascista Forza Nuova nel nord Italia e capo ultrà (pregiudicato) dell'Hellas , intervistato da una radio locale ha confermato nei fatti le ragioni di Balotelli e lo spirito razzista degli insulti a lui rivolti. “E’ italiano perché ha la cittadinanza italiana – dice Castellini di Balotelli- ma non potrà mai essere del tutto italiano". Non meno sconcertante la risposta data alla domanda sul tifo veronese: "Ce l'abbiamo anche noi un negro in squadra, che ha segnato ieri, e tutta Verona gli ha battuto le mani". Ed ancora: "Ci sono problemi a dire la parola negro? Mi viene a prendere la Commissione Segre perché chiamo uno negro? Mi vengono a suonare il campanello?".