"Qualsiasi processo politico o accordo in discussione riguardante la Striscia di Gaza e il futuro del nostro popolo palestinese deve iniziare con la cessazione totale dell'aggressione, la revoca del blocco e la garanzia dei legittimi diritti nazionali del nostro popolo". Nella notte con una nota, Hamas ha risposto così a quanto emerso ieri nella prima riunione a Washington del "Board of Peace" voluto del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. L'organizzazione internazionale di tipo privato, voluta e presieduta a vita secondo statuto da Donald Trump, un vero e proprio comitato d'affari sottoscritto da una ventina di paesi lo scorso gennaio a margine del Forum di Davos, non vede presenti gli storici alleati occidentali di Washington, europei e non, che hanno rifiutato l’invito. Alcuni paesi europei hanno inviato loro emissari in veste di osservatori, ma a livello di ambasciatori e funzionari. Con l'eccezione dell'Italia che ha inviato il ministro degli esteri e vicepremier Antonio Tajani, circostanza fortemente criticata dalle opposizioni, che accusano il governo di legittimare un organismo che ha il chiaro intento di "privatizzare" il diritto internazionale picconando le istituzioni internazionali multilaterali, a cominciare dall'ONU.
Hamas sul "Board of Peace" di Trump: nessun accordo senza i palestinesi. In Italia le accuse al governo: legittima la privatizzazione del diritto internazionale
