Il Congresso spagnolo ha respinto i decreti del governo sull'edilizia abitativa. Un colpo durissimo per l'esecutivo guidato da Pedro Sanchez, ora ad un passo dalle dimissioni che aprirebbero la strada ad elezioni anticipate. 172 i voti favorevoli, 178 i contrari al provvedimento volto a fronteggiare l'emergenza abitativa, uno dei problemi più gravi del paese che nelle scorse settimane ha acceso le piazze di diverse città spagnole. Decisivi i 7 deputati della formazione della Catalogna "Junts", che hanno aggiunto il loro no a quello delle destre del Partito Popolare e di Vox.
Amara e dura allo stesso tempo la reazione del premier che rivolgendosi ai partiti che hanno affossato il provvedimento intervenendo in aula al termine del dibattito ha detto: "La storia vi giudicherà prima di quanto pensiate e in modo più severo di quanto immaginiate".
Contro le destre e Junts la protesta delle centinaia di persone rappresentanti del movimento per la casa che si è sviluppato nel paese, che da giorni presidiano la Puerta del Sol. PP e Vox Junts sotto accusa per avere infranto le speranze che migliaia di persone avevano riposto nell'approvazione dei due decreti bocciati, che erano tesi tra le altre cose, a scongiurare sfratti come quello di Maricarmen Abascal, una donna di 87 anni portata fuori in barella dalla sua abitazione di Madrid, proprietà di un fondo speculativo.






