La vicenda dei 55 giorni del sequestro Moro è stata segnata da numerosi episodi oscuri e attraversata da personaggi misteriosi e inquientanti. Uno di questi è senz'altro Antonio Giuseppe Chichiarelli, che i cinque processi sul caso dello statista ucciso dalle Brigate Rosse, hanno accertato essere l'autore del falso comunicato numero sette, quello relativo al Lago della Duchessa, dove fu inutilmente cercato il corpo del politico democristiano. i cinque processi non determinarono però chi fu a commissionarglielo. Liberamente ispirato alla vicenda di Chichiarelli, uomo legato alla Banda della Magliana, all'estremismo eversivo di destra, ucciso in un agguato nel 1984 a Roma, arriva su Netflix dal 23 gennaio, "Il falsario", film firmato da Stefano Lodovichi, con Pietro Castellitto nei panni di Toni, il falsario. "Dimenticate la verità per un attimo - avverte il regista -, perché il nostro Toni, artista e falsario vissuto a Roma tra gli anni '70 e '80 lo abbiamo reso un avventuriero guascone, imperfetto, a tratti ragazzino e irrisolto. Ovvero, un personaggio che ha poco a che fare con le poche e misteriose informazioni che ci sono arrivate sul suo alter ego reale". Il film ci fa comunque immergere nell'atmosfera della Roma di quell'epoca, dove tra droga, politica, ideologie e rock, si muove Toni della Duchessa, giunto dalla provincia con l'aspirazione di diventare un artista, diventato ben presto un falsario, ingranaggio in uno dei misteri più fitti della storia italiana del '900. Prodotto da Cattleya, con la sceneggiatura di Lodovichi e di Sandro Petraglia, il film è ispirato al libro "Il falsario di Stato. Uno spaccato noir della Roma degli anni di piombo" di Nicola Biondo e Massimo Veneziani. Nel cast anche Aurora Giovinazzo, Claudio Santamaria, Edoardo Pesce e Giulia Michelini.
Il Falsario: su Netflix, dal 23 gennaio un film ambientato nella Roma degli anni di piombo e del sequestro Moro
