Come sfamare il Pianeta: se ne occupa un docu-film che verrà presentato in anteprima l'11 aprile a Roma

“How to Feed the Planet, capitolo finale”, è un documentario che si propone di rispondere ad una domanda esistenziale: come faremo a sfamare gli abitanti del pianeta nel 2050, quando si prevede che la popolazione mondiale raggiungerà quota 10 miliardi? Il documentario di Francesco De Augustinis, che intende mettere in discussione i grandi dogmi dell’industria alimentare, compresa la stessa dieta mediterranea, sarà presentato in anteprima il prossimo 11 aprile al Nuovo Cinema Aquila (Roma), durante il Festival delle Terre, la rassegna del documentario indipendente su agroecologia, ambiente e diritti organizzata dal Centro Internazionale Crocevia.

Dopo aver affrontato, con i precedenti lavori, il tema della deforestazione tropicale, le conseguenze devastanti dell’aumento della produzione zootecnica e aver mostrato perché l’acquacoltura rappresenti una “finta soluzione” al problema della sovrapproduzione di carne, De Augustinis con questo film cerca di dare una risposta alla domanda “Come nutrire il Pianeta?”, assicurando cibo a tutti, senza deforestare, distruggere ecosistemi e portare altre popolazioni alla rovina. Si parla anche di guerre moderne, dal Congo all’Ucraina, per mostrare ome alcuni tra i più grandi conflitti del nostro tempo non siano innescati per conquistare solo petrolio e terre rare, ma anche per accaparrarsi terreni e risorse alimentari.

Il film mette in discussione anche il concetto moderno di “dieta mediterranea”, tanta cara a noi italiani. Per l’autore oggi quel modello è “ridotto a uno strumento di marketing per promuovere esportazioni e influenzare normative europee, sostenendo interessi più economici che salutari e ambientali”.
Partendo dal Cilento, il regista risale alle origini e al vero significato della dieta mediterranea, codificata dallo scienziato Ancel Keys nel secondo dopoguerra. Tutto è poi cambiato nel giro di pochi anni, quando la produzione industriale ha preso il sopravvento ed è aumentata esponenzialmente la produzione di carne e di pesce. Ma per De Augustinis non tutto è perduto. E portando idealmente il pubblico in quel di Boston, il regista ci mostra come i principi della dieta mediterranea originale siano alla base di un’altra dieta, diventata negli ultimi anni un punto di riferimento scientifico.