Aspettando i David di Donatello: il cinema italiano da Mattarella alla vigilia della serata di assegnazione dei premi

Presentati da Claudio Bisio, tutti i candidati ai David di Donatello, gli oscar italiani del cinema, hanno sfilato questa mattina al Quirinale davanti al Presidente Mattarella. A Bisio l'onere e l'onore di introdurre i temi caldi del momento, alla vigilia dell'assegnazione dei premi prevista per domani sera a Cinecittà in diretta su Rai 1. “Il cinema ci fa immaginare e temere il futuro, è lavoro per tutti noi e passione, parlo per tutti i colleghi: il cinema ci piace farlo ma anche vederlo. Al cinema", ha detto Bisio protagonista anche di un siparietto con Mattarella ricordando di aver girato alcune scene del film Benvenuto Presidente! al Quirinale, con il Presidente che ha commentato: “Ricordo il suo film, era tutto in ordine". In conclusione di cerimonia Mattarella ha poi rivolto i suoi auguri ai presenti: "Auguro a tutti voi, e anche ai vostri colleghi che non sono qui oggi, a tutto il cinema insomma, di andare avanti, di avere audacia, di sviluppare e realizzare in libertà i vostri progetti”. in precedenza, a ricordare il momento difficile del cinema italiano, anche nel rapporto con le Istituzioni, ci aveva pensato Piera Detassis, la presidente e direttrice artistica dell’Accademia che assegna i David: "In questo ultimo anno il dialogo è stato difficile tra le istituzioni e il mondo del cinema. Il mio auspicio è che questa edizione continui un dialogo franco e senza pregiudizi, troppe volte il nostro cinema viene raccontato come un sistema chiuso di circoletti ma il cinema italiano è molto di più: arte, artigianato, industria”.

Nel corso della mattinata è intervenuto anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli che nel suo discorso ha affrontato le questioni calde sul tavolo, dai finanziamenti al tax credit. "Dobbiamo avere il coraggio di fare un discorso di verità - ha detto - . Alcuni film hanno ottenuto finanziamenti pubblici immeritati sia su base automatica sia su base selettiva. Altri, pur meritandoli, non li hanno avuti. Valga su tutti l'inaccettabile caduta sul docufilm Tutto il male del mondo dedicato a Giulio Regeni, alla cui memoria vanno il mio pensiero accorato e la promessa, in parte già mantenuta, di mettere ordine e un sovrappiù di coscienza morale laddove hanno prevalso invece l'opacità o l'imperizia. Mai più!".