Amatrice, 10 anni dopo: fiaccolata nella notte. Mattarella: ultimare la ricostruzione il prima possibile per ripristinare la normalità spezzata

A 10 anni dal terremoto di Amatrice, il richiamo del presidente Mattarella a ultimare la ricostruzione "nel più breve tempo possibile". Per il Capo dello Stato "è un richiamo alla responsabilità collettiva di ripristinare quella normalità che è stata spezzata nei territori colpiti da questa tragedia".

Era la notte del 24 agosto del 2016 , quando un terremoto di magnitudo 6 colpì i territori di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. Un terremoto che ebbe epicentro tra Accumoli e Arquata del Tronto, nel cuore dell'Appennino centrale,a cui seguirono ulteriori sequenze sismiche fino agli inizi del 2017. Con il suo bilancio di 299 morti, 365 feriti e più di 40.000 sfollati, "quel terremoto - ha ricordato Mattarella - costituisce una pagina drammatica della storia della Repubblica e funge da monito costante sulla necessità continua di potenziare i meccanismi di prevenzione e intervento da attuare al verificarsi dei fenomeni sismici a cui è soggetto il nostro Territorio".

Nella notte ad Amatrice, cittadina in provincia di Rieti, simbolo di quel tragico evento, una fiaccolata silenziosa e 239 rintocchi di campana, uno per ogni vittima di Amatrice ha ricordato la notte che 10 anni fa ha sconvolto la vita della cittadina quasi del tutto rasa al suolo.