L'immagine del cavallo morente è quanto mai calzante. Ad Ancona la Rai presenta i nuovi palinsesti, con tante conferme e pochissime novità, peraltro non di particolare rilievo, mentre intorno al servizio pubblico, sempre meno pubblico e sempre più poltonifricio per la maggioranza di governo, esplode una crisi senza precedenti. Alla vigilia dell'evento di Ancona, tutti i componenti di opposizione della Commissione di Vigilanza Rai, compresa la presidente M5s Barbara Floridia, hanno infatti rassegnato le dimissioni dall'organismo parlamentare chiamato a vigilare sull'azione dell'azienda di servizio pubblico.Una decisione senza precedenti giunta dopo quasi due anni di stallo nei lavori dell’organo, con gli eletti di maggioranza che hanno disertato quasi tutte le sedute in risposta all'indisponibilità dell’opposizione di nominare Simona Agnes, consigliera di amministrazione in quota Forza Italia, alla presidenza della Rai che resta così tuttora vacante da ottobre 2024. La legge prevede che la nomina del presidente sia supportata dalla maggioranza qualificata dei due terzi della Commissione e l'ostinazione della maggioranza ad indicare Simona Agnes per l'incapacità di trovare un nome diverso per le divisioni tra i partiti della coalizione di governo ha di fatto paralizzato l'azione della Commissione. a nulla sono serviti gli appelli anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella che anche di recente ha sottolineato che “Non è accettabile che, dopo un anno e mezzo, al servizio pubblico nazionale manchi ancora l’assetto dei propri organi amministrativi e la Commissione di Vigilanza non sia in grado di esercitare i suoi compiti".
Per la presidente Floridia è stata "una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile. Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Non mi resta che dare un segnale forte dinanzi all’arroganza e all’uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari. In una nota congiunta gli ormai ex capigruppo delle opposizioni in Vigilanza Rai, Stefano Graziano(Pd), Dario Carotenuto (M5s), Angelo Bonelli e Giuseppe De Cristofaro (Avs) e Maria Elena Boschi (Iv), avevano sottolineato da parte loro "il progressivo declino del servizio pubblico", evidanziato dalle anticipazioni sui nuovi palinsesti. "Calano ascolti e credibilità, si riducono il pluralismo e il merito, aumentano i costosi contratti esterni - si sottolinea nella nota - e viene disatteso il Media Freedom Act", ovvero la legge europea, in vigore da quasi un anno, nata per garantire l'indipendenza delle redazioni e assicurare il pluralismo dell'informazione in tutti gli Stati membri.
I consiglieri di maggioranza della Commissione hanno successivamente anche loro rassegnato le dimissioni, ribaltando le accuse sulle opposizioni.
