Hamas: aiuti della Croce Rossa agli ostaggi, se Israele apre corridoi sicuri per gli aiuti alla popolazione di Gaza

Una giornata, quella di domenica, che ha fatto registrare nuovi raid israeliani sulla Striscia di Gaza ed un pesante bilancio di vittime: 92, secondo quanto riferito da fonti mediche ad Al Jazeera. Tra questi, oltre la metà erano alla ricerca di aiuti.

In serata, un gruppo di manifestanti, del Forum delle famiglie degli ostaggi israeliani, ha bloccato l'autostrada Ayalon a Tel Aviv, chiedendo un accordo immediato per liberazione dei prigionieri israeliani trattenuti da Hamas. Dure le critiche al primo ministro Benjamin Netanyahu, dopo che aveva detto: "Hamas non vuole un accordo e Israele deve agire per eliminare il gruppo terroristico". Per i manifestanti sono dichiarazioni pericolose per la sopravvivenza degli ostaggi, ancora in prigionia. "Da 22 mesi all'opinione pubblica è stata venduta l'illusione che la pressione militare e gli intensi combattimenti riporteranno indietro gli ostaggi. Bisogna dire la verità: estendere la guerra mette a repentaglio la vita degli ostaggi", ha scritto in una nota il gruppo, che rappresenta la maggioranza delle famiglie dei 50 ostaggi, ancora nelle mani di Hamas e Jihad, soltanto una ventina dei quali ritenuti ancora vivi.

Sempre nella giornata di domenica, le brigate al Qassam, l'ala militare di Hamas, hanno affermato di essere "pronte a impegnarsi a rispondere a qualsiasi richiesta della Croce Rossa di portare cibo e medicine" agli ostaggi che tiene prigionieri. la condizione posta è che Israele apra corridoi per gli aiuti umanitari "in modo normale e permanente per il passaggio di cibo e medicine a tutta la popolazione in tutte le aree della Striscia"