Nel pomeriggio, alle 15, la polizia cantonale del Vallese terrà una conferenza stampa, la terza, sull'incendio di Crans-Montana, in Svizzera, il cui bilancio per ora si attesta a 47 morti e 112 feriti. E' un bilancio, purtroppo, che potrebbe aggravarsi. "80-100 persone sono in condizioni critiche, ha detto il capo del dipartimento della sicurezza del Canton Vallese, Stéphane Ganzer, alla radio francese Rtl. "Delle centinaia di persone ricoverate negli ospedali - ha aggiunto - molte non sono state ancora identificate". Impegnate anche le autorità italiane visto il coinvolgimento nella tragedia di molti nostri giovan connazionali. Secondo l'ultimo aggiornamento della Farnesina, il quadro degli italiani coinvolti nella sciagura conferma in totale 19 segnalazioni: 3 pazienti sono stati trasferiti in Italia al Niguarda di Milano; 10 altri feriti, di due dei quali non c'è certezza sulle condizioni e l'ospedale dove sono ricoverati; 6 risultano ancora "dispersi". A Crans-Montana si trova il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che parlando con i giornalisti ha riferito di una collaborazione "molto positiva" con le autorità elvetiche. "L'uso di fuochi d'artificio nel locale, per quanto piccoli, non mi sembra una scelta responsabile", ha poi sottolineato in merito alla possibile dinamica del disastro.
Con un telegramma firmato dal Segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin inviato a monsignor Jean-Marie Lovey, Vescovo di Sion, ha espresso il proprio cordoglio per le vittime dell'incendio a Crans-Montana anche Papa Leone che si è unito al lutto delle famiglie e dell'intera confederazione Svizzera.
