Ondate di missili contro Israele. Lo ha dichiarato l'esercito israeliano che ha parlato anche di un attacco con droni lanciato dallo Yemen. La milizia Houthi yemenita, è ufficialmente entrata in guerra sabato scorso, lanciando missili contro Israele. I missili lanciati contro il nord del Paese hanno colpito una raffineria di petrolio di Haifa. Da parte loro, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano che oltre 80 bombe sono state sganciate ieri sera su fabbriche di armi iraniane.
Il Pentagono continua intanto nei suoi preparativi di un possibile intervento di terra, in attesa che sull'eventualità si pronunci Trump, che nel frattempo continua a parlare di “buone trattative” in corso con l’Iran e ha lodato la decisione di lasciar passare 20 navi da Hormuz come “segno di rispetto”.
Dagli Stati unito il New York Times rivela intanto che un missile mai testato prima in combattimento, è stato usato lo stesso giorno della strage di bambine a Minab.
Dal fronte del Libano arriva la notizia dell'uccisione di un casco blu in un'esplosione nel sud del paese dove è in corso l'invasione di terra israeliana volta a creare una vasta area "cuscinetto" sino al fiume Litani. nel sud del Libano tre soldati israeliani sono stati gravemente feriti negli scontri con le milizie di Hezbollah.
La Spagna, in Europa la più attiva nel condannare l'azione militare israelo-americana, chiude il suo spazio aereo ai voli degli aerei che partecipano alla guerra in Iran. Il divieto riguarda non solo i velivoli direttamente impegnati nei bombardamenti, ma anche quelli di supporto, come aerei cisterna per il rifornimento in volo, inclusi quelli dislocati in Paesi terzi. Il governo Sanchez ha intanto convocato oggi l'incaricata di affari di Israele a Madrid, il più alto grado della rappresentanza diplomatica attualmente presente nel Paese, per protestare contro il divieto di accesso al Santo Sepolcro al patriarca latino, cardinale Pierbattista Pizzaballa, alla Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme per celebrare la messa della Domenica delle Palme. Ieri a protestare era stato anche il governo italiano. Sulla vicenda Israele ha fatto un passo indietro affidando le sue scuse al presidente Herzog
