Si tratta, si ripetono annunci su accordi in vista, ma intanto si combatte nel Golfo Persico, tornato teatro di attacchi missilistici. Dopo i missili Usa e Iran si rimpallano la responsabilità su chi ha dato per prima avvio a questa nuova escalation. Il Comando Centrale degli Stati Uniti riferisce di avere condotto "attacchi di autodifesa sull'isola di Qeshm in risposta ai tentativi di attacco da parte dell'Iran in tutto il Medio Oriente". L'Iran parla di reazione agli attacchi Usa. Una reazione che ha colpito Bahrein e Kuwait. Colpito da droni un aeroporto in Kuwait: ci sarebbero diversi feriti. Sospesi i voli.
Gli americani "hanno dimostrato di capire meglio il linguaggio dei missili che quello dei diplomatici", ha scritto su X il portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento di Teheran, Ibrahim Rezaei, dopo i raid incrociati delle ultime ore. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, da parte sua ha avuto conversazioni telefoniche con gli omologhi di Francia, Turchia, Qatar, Egitto, Pakistan e Arabia Saudita. Lo riferisce su X il suo ministero. Alla conversazione tra Araghchi e il collega di Islamabad, Mohammad Ishaq Dar, ha partecipato anche il capo dell'esercito pakistano, Asim Munir, mediatore chiave tra Teheran e Washington.
L'ultima escalation militare ha fatto salire i prezzi del petrolio di oltre l'1%, e rende ancora più complicato lo stallo diplomatico che si protrae da settimane, con lo Stretto di Hormuz in gran parte chiuso, a più di tre mesi dai primi attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran.
