Nelle principali città italiane è stato un sabato ad alta tensione per le annunciate manifestazioni contro il caro-vita e il riarmo. Ingenti forze di polizia hanno presidiato le piazze, a Milano anche con il supporto dell'esercito. Si temevano in particolare le iniziative del Movimento 17 ottobre, che annunciava blitz a sorpresa via social, che poi nella sostanza non ci sono stati. In alcune città, al termine di manifestazioni pacifiche, alcune convocate da tempo, altre spontanee, non sono mancati scontri e incidenti. A Bologna, Firenze, Roma, Torino gli episodi più gravi. Al termine moltissime le persone identificate, centinaia pdi giovani e giovanissimi portati nelle questure, 87 denunciati e 9 arrestati. Centinaia di perquisizioni e migliaia di identificazioni c'erano state sin dalla mattina, ancora prima dei cortei.
L' episodio che per ore ha tenuto banco nelle cronache, è stato il fermo nella sua casa di Brescia, nel primo pomeriggio, di Youssef Siher, italiano con famiglia di origini marocchine, considerato uno degli ideatori del Movimento 17 ottobre. È accusato di istigazione a delinquere. Raccontato per ore come "la mente" del Movimento, Siher, 30enne ricercatore con un dottorato, giornalista free lance, esperto di Medio Oriente era conosciuto nell'ambito dei gruppi pro-Palestina. In serata il fermo è stato convalidato.
A fine giornata il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha ringraziato le Forze dell'ordine per essere "riuscite ad isolare e contenere le frange di violenti, con equilibrio e competenza". Plauso di Piantedosi alle forze di polizia anche per il fermo di Siher.
