Il 20 maggio si celebra la Giornata Mondiale delle Api. E' un evento che è stato istituito nel dicembre 2017, dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite che ha consentito di portare alla ribalta mondiale il declino a cui stanno andando incontro le api e gli altri impollinatori (farfalle, coccinelle, ragni, rettili, uccelli...), e i negativi riflessi cje ciò comporta per la sicurezza alimentare, la sussistenza di centinaia di milioni di persone, il funzionamento degli ecosistemi e la conservazione degli habitat.
Circa il 70% delle 115 principali colture agrarie mondiali beneficia dell’impollinazione animale. In Europa la produzione di circa l’80% delle 264 specie coltivate dipende dall’attività degli insetti impollinatori. La produzione agricola mondiale direttamente associata all'impollinazione animale rappresenta un valore economico stimato tra 235 e 577 miliardi di dollari. Secondo il Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia la valutazione economica del servizio di impollinazione delle aree agricole italiane è pari a circa 3 miliardi di euro l’anno.
In occasione dell'evento iniziative speciali si svolgeranno dal 20 al 31 maggio nelle Oasi WWF, con eventi dedicati alla natura e alla biodiversità. In programma lezioni all’aperto, passeggiate di riconoscimento degli insetti insieme a esperti entomologi. Sono 30 le Oasi WWF nelle quali sono stati realizzati interventi per favorire l’alimentazione e la riproduzione degli insetti impollinatori: aree con fiori nettariferi e polliniferi (lavanda, corbezzolo, menta, salvia, fiordaliso, trifoglio), nidi e rifugi artificiali. In molte sono poi stati realizzati giardini per farfalle e altri insetti impollinatori nei quali i visitatori possono vederli da vicino mentre si nutrono del nettare e scoprire tutte le curiosità grazie a pannelli didattici e alle informazioni fornite da guide esperte.
Alcune Oasi sono anche coinvolte nel progetto LIFE PolliNetwork, finanziato dall’Unione Europea, che le individua come aree chiave per la creazione di una rete nazionale di ripristino degli habitat favorevoli agli impollinatori e di corridoi ecologici, le cosiddette “Buzz Lines”.
