Referendum magistrati, il governo tira dritto: recepisce il quesito ammesso dalla cassazione ma conferma la data della consultazione

Referendum sulla magistratura, il governo è corso ai ripari dopo il pronunciamento di ieri della Cassazione che ha ammesso il quesito referendario sul quale un comitato di giuristi ha raccolto le 500mila firme necessario: il consiglio dei ministri ha integrato il quesito, ma confermato la data del l 22 e 23 marzo per la consultazione. Il comitato di giuristi che si era appellato alla Cassazione aveva chiesto un differimento della data per avere più tempo per informare gli elettori e favorire quindi la partecipazione. Ma il governo, preoccupato per la rimonta del No nei sondaggi, ha pensato bene di tirare dritto riformulando il quesito referendario che recepisce la versione proposta dal comitato dei 15 giuristi promotori della raccolta firme popolare, ma senza cambiare la data. Sul DPR adotato dal CdM è arrivata anche la firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. il DPR recante: "Precisazione del quesito del referendum popolare confermativo del testo della legge costituzionale concernente norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della corte disciplinare", è stato votato in Consiglio, da quanto si apprende, dopo un colloquio tra Mattarella e ila premier Meloni.  Irritata la reazione del fronte del No al referendum che riguarda in particolare la separazione della carriere dei magistrati, con il Pd che parla in riferimento al provvedimento adottato parla di prepotenza istituzionale.