Dichiarazioni sempre più minacciose si rincorrono da un capo all’altro del Medio Oriente, accompagnate da raid e lanci di missili, segnano questa come d’altronde le altre giornate di guerra. L’Iran minaccia dure ritorsioni se verranno attaccate le sue isole nel Golfo persico; Israele ammonisce il governo libanese a neutralizzare Hezbollah, altrimenti sarà lei a prendere il controllo del territorio. Un territorio dove ci sono anche mille militari italiani impegnati nel contingente Onu.
Altri militari italiani, quelli di stanza nella base di Erbil, nel Kurdistan iracheno, hanno potuto constatare direttamente i pericoli della guerra: un drone si è abbattuto sulla base facendo danni, ma fortunatamente nessuna vittima.
Nella base italiana situata al confine tra Siria, Turchia ed Iran, i nostri militari sono riparati nei bunker, mentre dall’Italia arrivavano attestati di solidarietà e dichiarazioni di condanna. Secondo alcune fonti il drone, uno shahed, forse non era diretto all'interno della base ma avrebbe perso quota finendo contro un mezzo militare.
A raccontare quei momenti di grande tensione vissuti a Camp Singara, al confine tra Siria, Turchia e Iran dove la base nata nell'ambito dell'operazione internazionale contro l'Isis e negli anni, continua ad addestrar le milizie curde su richiesta del governo della regione autonoma, è stato il comandante della base, il colonnello Stefano Pizzotti. "Eravamo già in condizione di preallarme. Verso le 20.30 ore locali è scattato un allarme di minaccia aerea. Ci siamo recati in sicurezza presso i bunker già assegnati, poco prima dell'1 poi c'è stata una minaccia aerea, ancora da accertare, che ha colpito la base italiana, causando danni materiali alle infrastrutture. Il personale sta bene, stanno tutti quanti bene. Ancora non è certa la provenienza della minaccia”.
"Dobbiamo valutare bene quello che è accaduto, successivamente decideremo i passi da compiere – ha dichiarato da parte sua il ministro degli esteri Tajani-. Certamente è un attacco inaccettabile, però prima di dire chi è il responsabile dobbiamo fare un accertamento molto chiaro".
Tajani dopo l'attacco alla base italiana a Erbil: inaccettabile. Prima di indicare il responsabile dobbiamo valutare bene l'accaduto
