Meloni blinda Delmastro, ma il caso non è chiuso. Il sottosegretario è stato coinvolto in una società con si i occuperà la Commissione Antimafia

 

 Meloni blinda Delmastro, ma la vicenda del sottosegretario alla Giustizia che si è scoperto essere stato in una società con Miriam Caroccia, figlia diciottenne di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva dalla Cassazione a febbraio scorso per reati con aggravante mafiosa, è tutt'altro che chiuso

Meloni parlando ieri con i cronisti a Bruxelles si è limitata a dire che il suo sottosegretario esponente di spicco del suo partito doveva essere più accorto, ma come capitato in passato con altri esponenti del governo a cominciare dallo stesso Delmastro, si mostra decisa, per ora almeno, a fare quadrato intorno al sottosegretario. Dai colleghi di partito di Delmastro, peraltro non nuovo alle cronache per il coinvolgimento in vicende opache, che hanno spinto in più riprese le opposizioni a chiederne la rimozione, poche dichiarazioni tese a minimizzare e molti imbarazzati silenzi davanti alle domande dei cronisti.

A parlare di due pesi e due misure è il parlamentare oggi "vannacciano", ma in passato in FdI, Emanuele Pozzolo, coinvolto con Delmastro nella celebre sparatoria di Capodanno, durante una festa, nella quale rimase ferito in modo accidentale il genero del caposcorta del sottosegretario. Stavolta a Delmastro viene contestato di avere detenuto delle quote in un ristorante con soci legati ad ambienti criminali. C'è anche una foto del 2023 che ritrae Delmastro e Mauro Caroccia condannato per reati con aggravante mafiosa e attualmente in carcere a Viterbo dove sta scontando una condanna definitiva a 4 anni per intestazione fittizia di beni per il clan camorristico di Michele Senese. Quella partecipazione, nonostante gli obblighi istituzionali, Delmastro aveva omesso di comunicarla al Parlamento.

Tanti elementi sufficienti per mettere le opposizioni mella condizione di richiedere, compatte, le dimissioni dell'esponente di governo e attaccare la la premier Meloni che della vicenda era a conoscenza da tempo. Elly Schlein chiede a Meloni di "prendere posizioni chiare" e, soprattutto, di farlo prima del referendum.

Della vicenda sarà investita la prossima settimana la Commissione Antimafia.