Scrive sul Corriere della Sera Fiorenza Sarzanini, videdirettrice del quotidiano di via Solferino: "l’Italia ha negato agli Stati Uniti la base di Sigonella. È accaduto qualche sera fa, ma la notizia è stata tenuta riservata".
Nella ricostruzione della giornalista, è stato il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano a chiamare il ministro della Difesa Guido Crosetto per informarlo di quanto stava accadendo e prendere una decisione "che inevitabilmente - scrive Sarzanini - incide sui rapporti tra Italia e Stati Uniti.
Ma cosa stava accadendo? Portolano era stato informato dallo Stato maggiore dell’Aeronautica che il piano di volo di alcuni bombardieri Usa prevedeva di atterrare a Sigonella per poi partire verso il Medio Oriente. Nessuno però ha chiesto alcuna autorizzazione né ha consultato i vertici militari italiani. Il piano era stato infatti comunicato mentre gli aerei erano già in volo. Non erano voli normali o logistici e quindi non erano compresi nel trattato con il nostro Paese, trattato, peraltro ricordato proprio da Crosetto recentemente in Parlamento in risposta a quanti gli chiedevano di non consentire l'uso delle basi italiane per la guerra.
Portolano, dunque, su mandato diretto del ministro, ha informato il Comando Usa della decisione presa ed è quindi scattato il divieto. Inevitabile l'accostamento con quanto avvenne nel 1985, quando il governo Craxi di allora entrò in conflitto con l'amministrazione guidata da Ronald Reagan impedendo ai militari americani di prendere possesso di un velivolo dirottato dagli americani stessi a Sigonella, con a bordo alcuni palestinesi coinvolti nella vicenda della nave da crociera italiana Achille Lauro precedentemente sequestrata da miliziani armati.
