Doccia fredda per il governo e per i conti pubblici italiani: l'Istat ha certificato che il rapporto deficit-Pil resta al 3,1%. L’Italia resta così in procedura d’infrazione per deficit eccessivo e l’esecutivo non potrà fare conto su un "tesoretto" stimato in circa 10 miliardi per l’ultima manovra della legislatura. Ma c'è di più, rimanendo lungo i binari della procedura d'infrazione, il governo dovrà effettuare una correzione strutturale media dello 0,5 per cento annuo. E l'Istat rivela anche che nel 2025 la pressione fiscale è salita ancora, sino al 42,9% del Pil, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al 2024.
"Prendiamo atto, non senza rammarico, dei dati definitivi espressi dall'Istat sul rapporto Deficit-Pil 2025 - ha scritto in una nota il ministro dell'economia Giogetti- . Purtroppo l'Italia non uscirà anticipatamente già quest'anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, come avevamo sperato".
