La beffa del gasolio: rincaro di 6,1 centesimi. Non scatta il meccanismo delle accise mobili che avrebbe dovuto sterilizzare l'aumento

Le accise sul gasolio rincarano oggi di 6,1 centesimi. Il motivo? Non è scattato il meccanismo delle accise mobili che avrebbe dovuto compensare la fine dello sconto fiscale applicato fino ad oggi.In Gazzetta Ufficiale non compare infatti il decreto interministeriale Mase-Mef che sarebbe stato necessario per utilizzare l'extragettito Iva per ridurre le accise.

Tra le prime reazioni quelle delle associazioni di consumatori. Per il Codacons, " come previsto lo stop al taglio delle accise sul gasolio ha portato ai primi rialzi per il gasolio sulla rete stradale, interrompendo l'ondata di ribassi registrata negli ultimi giorni dopo gli sconti avviati da Eni, Ip, Q8 e Tamoil. Il prezzo medio del gasolio - prosegue l'associazione - segna una inversione di tendenza salendo oggi sulla rete ordinaria a 2,244 euro al litro dai 2,242 euro di ieri, mentre sulle autostrade il prezzo medio è di 2,267 euro al litro (2,266 euro/litro ieri)". Per lil Codacons l'esecutivo non mantiene le promesse, "aveva infatti annunciato l'applicazione del meccanismo delle accise mobili a partire dal 6 ottobre, ma ancora non si vede l'atteso decreto interministeriale Mase-Mef, con la conseguenza che per la prima volta dallo scorso marzo gli italiani non godono di alcuno sconto sulla tassazione dei carburanti, e possono fare affidamento solo sulle iniziative autonome delle compagnie petrolifere".

Di "tradimento del Governo" parla anche Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.