Un'altra giornata da protagonista a Davos, in Svizzera, per il presidente Usa Donald Trump. Circondato dai rappresentyanti di una ventina di paesi, ha firmato lo statuto del Board of Peace per Gaza, il discusso organismo voluto e guidato dallo steso Trump che dovrebbe gestire la ricostruzione della Striscia di Gaza. Nel salutare la firma, come è sua consuetudine, è ricorso a parole roboanti: "ha l'opportunità di essere uno degli organismi più importanti mai creati, lo prendo molto sul serio. Tutti ne vogliono far parte". Sul palco i rappresentati dei paesi che hanno aderito, figure dell'area come il primo ministro del Qatar, il ministro degli esteri dell'Arabia Saudita, un rappresentante degli Emirati Arabi Uniti. C'era la Turchia, ma anche leader di altri continenti come il presidente dell'Argentina e quello del Paraguay, o di paesi che non si capisce bene cosa abbiano a che fare con Gaza come Azerbaigian, Armenia , Kossovo o della Mongolia.
In realtà, il "tutti ne vogliono fare parte" di Trump è smentito dai fatti. I paesi europei che contano , Francia Germania e Regno Unito si sono sfilati. E la stessa Meloni che pure aveva dato la sua disponbilità, si è nascosta dietro Mattarella e limiti posti dalla nostra Costituzione per non partecipare alla cerimonia di oggi. Alla Presidente del consiglio sembrava fare riferimento il segretario di stato Usa Rubio quando ha affermato che altri si sono impegnati ad aderire, e molti altri aderiranno: "devono seguire una procedura interna nel loro paese a causa di limitazioni costituzionali, ma altri aderiranno. Molti vogliono far parte di questo sforzo perché sarà uno sforzo di successo".
Ora per Trump un altro dossier: la guerra Russia-Ucraina. Sempre a Davos è iniziato l’incontro tra il presidente degli Stati Uniti e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.
