Stretto di Hormuz: Trump non rinuncia ai toni minacciosi, ma chiede aiuto alla Nato e anche alla Cina

Per lo Stretto di Hormuz è il momentio dello scelte: Trump preme per ottenere il sostegno di altri paesi per consentire il flusso delle navi, delle petroliere in particolare lungo il cruciale snodo bloccato dagli iraniani. Preme sugli alleati Nato, in particolare, minacciando un futuro "molto negativo" se non daranno il loro contributo all'apertura dello Stretto. Trump si rivolge anche alla Cina e spera di avere una risposta prima del programmato viaggio per incontrare Xi Jinping a fine mese, sul quale però aleggia la possibilità di un rinvio. Da Pechino la risposta che arriva è un attestato di amicizia a tutti i paesi del Golfo, l'auspicio che si possa giungere alla fine del conflitto attraverso negoziati e la richiesta agli Usa di correggere "subito i loro comportamenti scorretti sul commercio". 

Poco inclini a raccogliere l'appello di Trump anche gli eurropei, al lavoro per potenziare la missione Aspides."Oggi cercheremo di capire se è possibile cambiare il mandato della missione Aspides, il punto è capire se gli Stati membri vogliono usare questa operazione per la sicurezza nell'area dello stretto di Hormuz", ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas. "Nel fine settimana - ha detto ancora Kallas arrivando al consiglio affari esteri- ho parlato con il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres per capire se è possibile avere un'iniziativa a Hormuz come quella sul Mar Nero per il grano dell'Ucraina". La Kallas ha sottolineato anche che lachiusura dello stretto rappresenta si un grave pericolo per le forniture di petrolio, specie per l'Asia, ma che la situazione è problematica anche per quanto riguarda i fertilizzanti: "se quest'anno ci sarà carenza di fertilizzanti, l'anno prossimo si verificherà anche una carenza di cibo".

Verso l'Iran Trump non concede aperture: "Possiamo colpire Kharg in 5 minuti - dice - stiamo parlando con loro, ma non credo siano pronti" per un accordo. Ma la sensazione di molrti analisti è che siano stati commessi molti errori di valutazione nell'amministrazione Usa e che non ci sià chiarezza e concordanza di visioni su come procedere nel conflitto. Poco concordanza anche con Israele che nella notte ha lanciato una nuova vasta offensiva su Teheran e che ritiene servano "almeno altre tre settimane" di guerra, per colpire altri obiettivi strategici

Sui paesi del Golfo continuano intanto a piovere droni iraniani, che hanno portato anche alla chiusura temporanea dell'areoporto di Dubai.