Tredici persone, un centinaio i feriti. E' un bilancio ancora provvisorio, ma racconta in tutta la sua drammaticità la notte d'inferno passata dagli abitanti di Kyiv. Sulla capitale ucraina si è abbattuta una pioggia di missili balistici e droni che hanno sventrato palazzi residenziali, danneggiato uffici pubblici, colpito un hotel e un pronto soccorso. In tanti sono riparati nei rifugi, nelle stazioni della metropolitana, per sfuggire ad uno degli attacchi più violenti dall'inizio della guerra.
Zelensky ha anticipato il suo rientro da Dublino dove si era recato per la cerimonia di apertura del semestre di presidenza isralandese dell'Ue, e torna a chiedere agli Stati Uniti maggiore sostegno militare, in particolare le licenze per produrre missili per la difesa aerea Patriot: "Le forniture per la difesa aerea dell'Ucraina sono una priorità assoluta e critica. Contiamo molto anche su una decisione degli Stati Uniti riguardo alle licenze per i Patriot e ad altre forme di cooperazione", ha affermato Zelensky in un post sui social. Dall'Unione Europea parole di condanna per gli attacchi russi, con l'Alta rappresentante per la politica estera dell'Ue Kaja Kallas che riconosche che comunque la sola condanna non basta: "Le sole parole di condanna non fermeranno gli attacchi contro Kyiv. Solo un sostegno militare costante all'Ucraina e una maggiore pressione su Mosca possono farlo".
A Dublino, ribadito il sostegno europeo all'Ucraina e la volontà di spingere Mosca a negoziare. E quando sarà il momento al tavolo dei negoziati dovrà esserci anvche l'Ue, ha ribadito Zelensky. Su punti come gli asset congelati russi o le sanzioni, potrebbe essere l'Ue a sedersi al tavolo, lasciando le questioni legate alla sicurezza ai Volenterosi, in un formato per nulla ancora deciso.
