La Turchia ha emesso un mandato di arresto per Benjamin Netanyahu. Il primo ministro israeliano è accusato di “genocidio” in seguito ala vicenda della Global Sumud Flotilla per Gaza.
"Non accettiamo in alcun modo l'idea che il governo Netanyahu, che porta avanti una politica di genocidio a Gaza, sia intoccabile e impunibile. Non consentiremo che i crimini commessi a Gaza vengano insabbiati, né che i responsabili siano protetti da uno scudo di impunità", ha scritto il ministro della Giustizia turco Akin Gurlek, in merito al mandato di arresto internazionale spiccato nei confronti del premier israeliano.
Non meno dura nei toni la raezione di Netanyahu: il suo ufficio su X ha definito il leaderturco Erdogan "un dittatore antisemita che ha massacrato i curdi, dà rifugio ai terroristi di Hamas, occupa metà di Cipro e imprigiona un numero record di giornalisti e politici che gli si oppongono". Ed ancora: "Il tentativo patetico di Erdogan di intimidire i leader e i soldati di Israele, l'unica vera democrazia in Medio Oriente, non avrà successo".
Ma nelle stesse ore i ministri degli Esteri di Pakistan, Egitto, Turchia, Indonesia, Giordania, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui condannano la continua espansione degli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupat. Il progetto di espansione a gerusalemme est, in particolare viene definito una "pericolosa escalation" che favorirebbe l'espansione degli insediamenti e l'annessione, minerebbe la continuità territoriale dei territori palestinesi occupati e minaccerebbe la fattibilità di uno Stato palestinese indipendente basato sui confini del 1967 con Gerusalemme Est come capitale. Nella dichiarazione si condannano anche le violenze dei coloni israeliani contro i palestinesi e le loro proprietà, sostenendo che tali atti siano stati compiuti con il sostegno delle autorità israeliane e che tali azioni violano il diritto internazionale .
La siria sta intando "valutando" l'adesione al Patto della Mecca che attualmente riunisce l'Arabia Saudita, la Turchia e il Pakistan. Il ministro degli Esteri siriano Asaad Hassan Al-Shaibani ha definito la Turchia un "partner fondamentale" nella ricostruzione della Siria durante la sua visita ufficiale in Pakistan. Quanto ad Israele, per il ministro prima di parlare di possibili accordi, per la Siria la priorità assoluta è la fine degli attacchi israeliani.
