Pedro Sánchez su Ceuta: menzogne diffuse da reti russe e israeliane legate all'ultradestra

Reti russe e israeliane hanno diffuso una menzogna, facendo intendere che "se si entrava a nuoto nella città autonoma di Ceuta, era impossibile il respingimento alla frontiera, cosa che non è vera". In una intervista a Cadena Ser, il premier spagnolo Pedro Sánchez ha lanciato pesanti accuse per la fake news all'origine dell'assalto dal Marocco all'exclave spagnola nel nord- Africa da parte di migliaia di migranti.
"E' stata travisata una sentenza del Tribunale Supremo che è stata diffusa nelle reti social attraverso false notizie di disinformazione, anche mediante organizzazioni criminali", ha detto Sánchez che ha associato la disinformazione a "un'internazionale dell'ultradestra che utilizza sempre la migrazione non solo per attaccare la Spagna ma anche l'Europa, e dividerla".

Sánchez è intervenuto come primo ospite del nuovo programma "Hoy por Hoy " ed ha dialogato con il conduttore Aimar Bretos dopo un'estate dominata dalla crisi umanitaria a Ceuta, a seguito del massiccio afflusso di migranti irregolari nella città autonoma. "A Ceuta - ha detto - rimangono 5.000 migranti, di cui 1.200 minorenni. Circa 70.000 persone sono entrate nel Paese e nove su dieci sono già rientrate. Tra breve avremo una capacità sufficiente per accogliere i migranti che sono rimasti a Ceuta". Quanto ai dubbi sul ruolo svolto dalle autorità marocchine, Sánchez ha affermato che "non ci sono informazioni provenienti dalle Forze di Sicurezza dello Stato che mettano in dubbio il coinvolgimento delle autorità marocchine."La cooperazione con il Marocco - ha aggiunto -  si sta rivelando francamente positiva".