Putin bombarda, Trump lo abbandona: ore difficili per Zelensky che si aggrappa all'Europa

Le ultime 24 ore sono state tragiche e difgicili per l'Ucraina ed il suo presidente Volodomyr  Zelensky. Ieri l'annuncio di Trump della fine delle sanzioni sul gasolio russo, questa mattina cruenti raid russi su Zaporizhzhia, con 20 morti e numerosi feriti e in serata, poi , nuove dichiarazioni di Trump per confermare. Semmai c'è ne fosse bisogno, che lui, il presidente degli Stati Uniti, di Zelensky non ne vuole più sapere e che intende chiudere la guerra alle condizioni di Putin. "Poteva mettere fine alla guerra in molte occasioni e ha scelto di non farlo", ha detto parlando del presidente ucraino. Ed ancora: "Gli di evitare di colpire le raffinerie perché quello avrebbe causato un problema mondiale. Vuole creare problemi al mondo e ai nostri agricoltori con il diesel. Gli abbiamo detto di non colpire il gasolio russo, e cosa ha fatto? Ha colpito il diesel russo. E' meglio cha la smetta. Serve un presidente che faccia accordi".

Esulta Mosca che si affretta a fare sapere che il flusso del gasolio verso gli Usa riprenderà immediatamente. È quello che voleva Trump nella speranza di abbassare i prezzi dei carburanti entro le elezioni di medio termine in programma tra meno di un mese e convincere gli americani a non voltargli le spalle.

Zelensky si appella ora agli europei. Ha già avuto un colloquio telefonico con il premier britannico Andy Burnham, che gli ha espresso la sua "totale solidarietà". Per Zelensky"la leadership britannica è sempre significativa ed è importante che il Regno Unito continui a intensificare la pressione delle sanzioni sulla Russia in risposta alla sua escalation. Abbiamo discusso di questo aspetto e di ciò che può realmente favorire l'efficacia della diplomazia. Stiamo preparando le opportune iniziative congiunte e un incontro".