Il Congresso Usa si tinge di blu. I Democratici trionfano anche nella corsa per i Governatori degli stati. Trump conferma che farà valere il diritto di veto in ogni decisione a lui avversa

Lo spoglio prosegue in alcuni stati in bilico, ma il segno delle elezioni di Midterm negli Stati uniti è inquivocabile: hanno vinto, anzi stravinto i Democratici che conquistano sia la Camera dei rappresentanti che il Senato, strappano diversi governatori chiave ai repubblicani, trasformando la tornata elettorale di metà mandato in una travolgente onda blu.  E' stata una grande risposta degli elettori, che hanno dimostrato che nonostante Trump, la democrazia in quel Paese è ancora viva. Lui, il presidente, sorprendendo molti, ha ammesso la sconfitta, non rinunciano ai suoi tipici toni da spaccone: "se il mio nome fosse stato sulle schede, avrei stravinto".  Poi, a mezzo social, fa capire cosa ci attende nei prossimi mesi pubblicando sul suo social l'immagine di un capellino stile Maga con la scritta "Veto". La conferma di quanto aveva anticipato prima del voto, ovvero che farà valere tutte le sue prerogative presidenziali per mettere il veto su decisioni del congresso a lui avverse.

I numeri mettono per il momento in secondo piano i propositi  e le minacce del presidente. Almeno 54 seggi al Senato vanno ai Democratici, che superano di gran lunga la maggioranza dei 218 alla Camera dove hanno già conquistato, secondo gli ultimi aggiornamenti dei contatori dei media americani, 229 seggi  con i repubblicani che si fermano a 139. Un crollo per il fronte conservatore reso evidente dall'esito di alcune delle sfide più attese. Nel voto per i Governatori ( 31 governatori su 36 , più tre territori, già assegnati ufficialmente ) i Dem hanno conquistato i 17 Stati contro i 12 finora andati al Partito Repubblicano. La sorpresa più clamorosa si è consumata in Texas, dove la democratica Gina Hinojosa ha spodestato il governatore uscente Greg Abbott, espugnando uno dei fortini repubblicani. Sempre in Texas, nella corsa per il seggio senatoriale uno dei risultati più significativi, ovvero il successo del democratico James Talarico, che si candida così a recitare un ruolo importante anche nella corsa che tra due anni porterà all'elezione del successore di Trump. Storica in Georgia, stato chiave del sud,  la vittoria di Keisha Lance Bottoms, che diventa la prima donna afroamericana a guidare lo Stato dopo oltre un ventennio di egemonia repubblicana. Ed è qui che per il Senato ha ottenuto un risultato molto importante il Dem Jon Ossoff, un altro che molto osservatori vedono come un possibile protagonista nella futura corsa presidenziale. Un altro di cui sentiremo molto parlare in futuro, è il medico Abdul El-Sayed, che ha vinto la corsa per il Senato in Michigan battendo il repubblicano Mike Rogers. Islamico, esponente della corrente socialista dei Dem, è stato il più attaccato da Trump in campagna elettorale.

Le reazioni: cauto ottimismo da parte dei mercati azionari, nonostante i timori sui titoli tech legati all'intelligenza arificiale. Qualche segnale negativo, potrebbe arrivare per i titoli legati ad Elon Musk. Da Israele, uno dei leader dell'opposizione a Netanyahu, Yair Lapid fa sapere che con la sconfitta di Trump, tramonta ogni possibilità di restare in sella per Netanyahu. Da Teheran  aio oTeheran fa sentire la sua voce Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore nei colloqui tra Iran e Stati Uniti. Su X ha scritto: "Gli americani hanno detto NO ALLA GUERRA, e noi sosteniamo questo messaggio".