28 aprile, Giornata Mondiale Vittime dell’Amianto. Un'emergenza silenziosa, ma ancora presente nel nostro quotidiano

Ogni anno, il 28 aprile si celebra la Giornata Mondiale Vittime dell’Amianto, un momento di memoria e consapevolezza dedicato a chi ha perso la vita a causa dell’esposizione a una delle sostanze più pericolose e diffuse del Novecento. Un problema, quello dall’amianto, che non appartiene al passato: l’amianto ancora oggi è una presenza attuale e diffusa, un’emergenza silenziosa, ma ancora profondamente radicata nel nostro quotidiano. Materiali contenenti amianto sono ancora oggi presenti nelle abitazioni, nelle scuole, negli ospedali, nelle biblioteche, nelle strutture sportive, fino alle tubature dell’acqua, così come in numerosi siti produttivi e contesti industriali. Una presenza che riguarda anche ambiti istituzionali e operativi, comprese le Forze Armate.Nel mondo, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono oltre 200mila le vittime ogni anno causate dall’amianto. In Italia, il quadro resta drammaticamente stabile: circa 10mila nuovi casi di malattie correlate e 7mila decessi
A livello territoriale, il fenomeno interessa in modo particolare le regioni a maggiore industrializzazione: la Lombardia registra oltre 2mila decessi l’anno, il Piemonte 1000. Nel Lazio 500 ogni anno i decessi.
“La stabilità dei numeri dimostra che non siamo di fronte a un problema risolto, ma a una crisi sanitaria ancora in corso. L’amianto continua a essere presente nei luoghi della vita quotidiana e continua a causare malattie e morti - spiega l’avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto- . Serve un piano straordinario di rimozione, capillare e strutturato, che coinvolga tutto il territorio nazionale e metta al centro la tutela della salute pubblica”.