WWF Italia: per alimentare i data center no al nucleare , si alle fonti rinnovabili
"Data center: quanti, dove e come. E soprattutto, alimentati con quali fonti energetiche? " E’ il titolo di uno studio realizzato dall’Università di Padova, con il contributo del WWF Italia. La risposta alla crescente domanda di energia per i data center? Le fonti rinnovabili, con un’attenzione particolare per evitare che il tutto si trasformi in una bolla speculativa sia sul piano territoriale, sia su quello energetico. Attualmente, si legge nello studio, le stime di crescita più elevate riflettono in gran parte annunci di sviluppatori e non capacità effettivamente richiesta né realizzabile nel breve periodo, per questo il fenomeno va governato con standard ambientali, energetici, sociali e territoriali precisi.
Il report analizza diversi possibili scenari sul fabbisogno energetico necessario per i dati center del futuro e sul suo peso sui consumi totali a livello nazionale. Il primo prevede una quota sui consumi nazionali del 4% entro il 2035, il secondo del 7,5% e il terzo del 15%. Lo scenario più realistico è considerato quello del 4%. Prendendo in considerazione lo scenario base, il report sottolinea come la domanda dei data center del futuro possa essere alimentata con energia interamente rinnovabile, eventualmente integrata dalla flotta di centrali a gas a ciclo combinato (CCGT) esistente e poco utilizzata, senza necessità di nuovo termoelettrico dedicato. Il rapporto esclude la necessità del ricorso al nucleare, inclusi i piccoli reattori modulari dei quali si parla molto in questo periodo. Ammesso e non concesso che il nucleare veda mai la luce, osserva il report, non darebbe contributi significativi, almeno entro il 2035.
“I Data Center sono centrali per la competitività economica dell’Italia, ma non possono divenire il grimaldello con cui proporre infrastrutture non necessarie”, ha affermato Arturo Lorenzoni, curatore dello studio. “La transizione ha bisogno di essere governata: in primis imponendo degli standard elevati che favoriscano progetti reali e basati sui migliori standard ambientali, energetici e sociali – ha dichiarato da parte sua Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia del WWF Italia--. I data center vanno alimentati con energia rinnovabile, collocati in aree già industrializzate per evitare il consumo di suolo e per approfittare di infrastrutture già esistenti, raffreddati con circuiti chiusi di ricircolo che minimizzino il consumo di acqua in un Paese a forte rischio siccità”.
