Acca Larentia, il copione di sempre: saluti romani e simboli fascisti alla commemorazione per i tre giovani uccisi il 7 gennaio 1978. Nella notte aggrediti quattro giovani di Gioventù Nazionale

Il macabro rito è andato in scena anche quest'anno: nell'anniversario di Acca Larentia, il duplice omicidio di due giovani dell'allora Fronte della Gioventù, colpiti a morte davanti ad una sede del Movimento sociale e la successiva uccisione di un terzo giovane per mano di un carabiniere durante scontri tra manifestanti di destra e forze dell'ordine, è andata in scena in serata davanti al luogo dell'agguato una iniziativa che ha visto protagonisti centinaia di militanti di estrema destra che dopo l'invito "per tutti i camerati caduti", hanno scandito per tre volte "presente" , accompagnando il grido con il saluto romano. A qualche centinaio di metri, sull'Appia Nuova all'altezza dell'Alberone, si svolgeva il contro-presidio antifascista di gruppi autonomi e studenti. La notte prima nel quartiere Appio Latino sono comparsi due striscioni firmati con la croce celtica.

Alla vigilia dell'appuntamento davani la sede di Acca Larentia, ad accendere la tensione è intervenuta una aggressione ai danni di quattro militanti quattro militanti di Gioventù Nazionale,a vvenuta nella notte nel quartiere Tuscolano, nel parcheggi di un supermercato, probabilmente ad opera di un gruppo di estrema sinistra. Un episodio commentato anche dal presidente del Senato Ignazio La Russa che sui social ha scritto: " Quanto avvenuto è inammissibile, siamo di fronte a un odio politico di estrema gravità, che condanno con fermezza. Queste aggressioni non cancelleranno la memoria, né fermeranno chi, con coraggio e determinazione, continua a difendere il diritto al ricordo e alla libertà di espressione. A Gioventù Nazionale e ai giovani rimasti feriti va la mia sincera e affettuosa vicinanza, con l'auspicio che i responsabili vengano rapidamente individuati".