Cnvertito in legge il Decreto sicurezza del governo, oggetto negli ultimi giorni di forti critiche e financo dei rilievi del Quirinale sulle norme riguardanti gli incentivi agli avvocati per i rimpatri. L'aula della Camera l'ha approvato con 162 voti favorevoli e 102 contrari ed un astenuto. Il testo è stato approvato dopo la fiducia e una maratona di due giorni che si è conclusa stamattina. Ora è previsto un consiglio dei ministri nell’aula del governo a Montecitorio per il decreto necessario per correggere il decreto appena approvato nelle parti sul contestato bonus per i rimpatri. Se tutto dovesse andare come nei piani del governo, dopo la firma del capo dello Stato e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, il nuovo decreto rimpatri - con la norma correttiva sul compenso degli avvocati - comincerà dal il suo iter Senato per la conversione. Un poco edificante balletto, frutto di errori su errori, di volontà di sbandierare risultati, costato perdita di credibilità al governo e al rischio di turbare i rapporti con il Capo dello Stato.
In aula, prima del voto finale sul decreto, i deputati di FdI hanno intonato l'inno d'Italia, in segno di sfida verso le opposizioni che da parte loro per protestare contro le forzature della maggioranza avevano intonato "Bella Ciao", peraltro alla vigilia della Festa della Liberazione del 25 aprile, tema che resta ancora divisivo, con diversi settori della maggioranza di governo, a cominciare dalla premier e dal Presidente del senato che non intendono dichiararsi antifascisti.
