Carburanti, prezzi sempre più su e il governo studia nuovi interventi. Ora si valutano anche le accise mobili, che da tempo chiede il Pd

Nei mesi di luglio e agosto la spesa complessiva degli italiani per i rifornimenti di carburante è destinata a raggiungere quota 10,8 miliardi di euro, in aumento di +1,9 miliardi di euro rispetto quanto pagato nello stesso periodo del 2025. E' la stima del Codacons che sottolinea inoltre, che ai prezzi attuali, lo Stato incasserebbe solo tra luglio e agosto circa 5,6 miliardi di euro grazie alla tassazione sui carburanti. Nelle stime dell'associazione imegnata nella tutela dei consumatori, un litro di diesel costail 30,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2025; la benzina il 14,4% in più su base annua.

Per limitare l'aumento dei prezzi dei carburanti, il governo studia nuovi interventi valutando anche l'attivazione del meccanismo delle accise mobili. Le misure adottate sin qui non sono più sostenibili e pertanto si valuta il meccanismo delle accise mobili, inventate dal governo Prodi nel 2008, ovvero un calmiere che si autoalimenta. In pratica, un taglio delle tasse sui carburanti (le accise appunto) finanziato con l'aumento dell'Iva sul petrolio, dovuto all'aumento del prezzo del greggio. E' una richiesta che il Partito Democratico sollecita da mesi e che il governo, almeno sin qui, non ha mai accolto.

Per Antonio Misani, responsabile economico Pd, quello delle accise mobili " è un meccanismo previsto dalla legge e perfezionato dallo stesso governo Meloni con il decreto carburanti del 2023. Il meccanismo delle accise mobili di fatto è una partita di giro: quando i prezzi salgono lo Stato incassa più Iva, e quell’extragettito va restituito agli automobilisti abbassando l’accisa. L’impatto è limitato ma è una scelta di giustizia fiscale. Poi serve un intervento mirato su alcuni settori, a partire dall’autotrasporto, e misure selettive per le famiglie a basso reddito”.