Verrebbe da commentare: solo in Italia. Quanto successo nella Giunta Nazionale del Coni, peraltro largamente atteso alla vigilia, è una di quelle cose difficile da spiegare e soprattutto da comprendere da parte di chi segue distrattamente le vicende di politica sportiva. Cosa è successo? La giunta del Coni dopo un lungo braccio di ferro all'interno, tra le federazioni e con il coinvolgimento della politica, ha deciso di commissariare la Federcalcio guidata da pochi mesi da Giovanni Malagò, che del Coni è stato a lungo presidente. Questioni di norme, cavilli, interpretazioni, risolte al termine di una riunione durata appena 10 minuti con il commissariamento della Federcalcio guidata da Malagò e la nomina dello stesso alla carica di Commissario. Discussioni? zero. E' bastata una chiacchierata nella giornata di ieri tra i due grandi protagonisti della contesa: Luciano Bonfiglio, il successore Malagò alla guida dello sport italiano e lo stesso Malagò ora alla guida del calcio, che succede a se stesso.
Un compromesso per salvare l'intera baracca dello sport italiano senza vincitori nè vinti, che alcuni protagonisti come Gianni Petrucci, presidente della Federbasket, raccontano come una scelta di buon senso, ma che in tanti, magari meno avveduti di Petrucci si domandano: "ma non è un controsenso Malagò commissario di se stesso?".
