Ex Ilva, sciopero di 24 ore oggi in tutti gli stabilimenti. Blocchi stradali a Taranto; a Genova corteo con la presenza della sindaca Salis

I lavoratori dell'ex Ilva in sciopero per 24 ore per dire no allo stop degli impianti. I sindacati di categoria Fim, Fiom, Uilm e Usb  non escludono che la stessa mobilitazione possa essere estesa nelle giornate successive. Una protesta che nasce come reazione alla sospensione decisa nei giorni scorsi Acciaieria d'Italia in amministrazione straordinaria, di tutte le attività produttive degli impianti dell'area a caldo dello stabilimento di Taranto e annunciato la fermata temporanea, dal 15 novembre, degli stabilimenti di Genova e Novi Ligure.

A Taranto si è svolta un'assemblea nel parcheggio della direzione in cui i segretari sindacali hanno fatto il punto sulla vertenza. Poi un gruppo di lavoratori e delegati ha occupato un tratto della statale 106 verso la raffineria Eni. A Taranto l'attività produttiva è ferma con gli impianti in stand by in attesa del pronunciamento della Cassazione il 20 ottobre sulla chiusura dell'area a caldo. Gli operai chiedono al governo garanzie sul loro futuro.
A Genova, sin dalle prime ore del mattino, molti lavoratori presidiavano l'area avanti alle portineria dell'ex Ilva di Cornigliano dove si è svolta un'assemblea convocata dopo la decisione dei commissari di fermare gli impianti. Presenti anche la sindaca del capoluogo ligure, Silvia Salis. "Non c'è alcuna motivazione industriale per trattare in questo modo gli stabilimenti del Nord quando il mercato richiede le loro lavorazioni: basterebbe un accordo sui mercati internazionali per l'approvvigionamento delle materie prime e il problema non esisterebbe", ha detto Salis muovendosi in corteo assieme ai lavoratori verso Genova.