227 i voti a favore, 164 contrari. A scrutinio segreto e senza sorprese, la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la nuova legge elettorale fortemente voluta dal governo e da molti per questo ribattezzata "Melonellum". Dura la reazione delle opposizioni: "Legge truffa", "no all'imbroglio, "con Meloni - sanità + armi", i cartelli esposti dai banchi dall'opposizione dopo il voto. In un messaggio la premier Meloni parla del voto come di una risposta con i fatti chi aveva messo in dubbio la compatezza della maggioranza: "siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini. Avanti così".
In aula per le opposizioni sono intervenuti i leader di Pd e M5s.Elly Schlein si è rivolat ai banchi della maggioranza sottolineando l'imbarazzo di chi sotto il "ricatto del voto anticipato", ha votato la legge pur non condividendola. Alle donne della maggioranza in particolare ,ha rivolto un ultimo appello a ribellarsi: "La prima presidente del Consiglio donna ha cancellato la parità di genere, è arrivata lei e chi se ne frega delle altre. Alle deputate del centrodestra dico reagite e ribellatevi".
Sulla nuova legge incombe il giudizio della Corte Costituzionale alla quale verranno indirizzati diversi ricorsi già annunciati, da associazioni, comitati e giuristi che rilevano profili di incostituzionalità in diverse parti della nuova legge. Si tratta di una legge proporzionale con uno smisurato premio di maggioranza che scatterebbe per la coalizione vincente capace di superare la soglia del 42%. La legge prevede la reintroduzione delle preferenze con capilista bloccati, il che significa che ad accezione dei due partiti maggiori, per gli altri sarà assai difficile che possa venire eltto qualcuno che non sia già stato scelto dai partiti stessi come capolista. Con la nuova legge viene meno, inoltre, l'alternanza uomo-donna, con il rischio concreto che si riduca drasticamente la rappresentanza femminile in Parlamento. più difficilela presentazione di liste di partitio non presenti in Parlamento, per l'innalzamento del numero delle firme necessarie per presentare le liste.
