Le sue trasmissioni durarono con continuità per poco più di un anno, eppure ha lasciato un segno profondo nella storia della radiofonia privata, un tempo definita “libera”. Nasceva 50 anni fa a Bologna Radio Alice, un’esperienza capace, nonostante il breve periodo di attività, di influenzare significativamente la controcultura e la politica di quel decennio. Iniziò con l’ambizione di “Dare voce a chi non ha voce” per diventare ben presto, con il suo stile dissacrante e provocatorio, uno dei punti di riferimento del Movimento del ’77, a Bologna e non solo. A frequentare i suoi studi e ad animare i suoi microfoni, spesso in maniera caotica, c’erano Roberto “Freak” Antoni, fondatore del gruppo rock demenziale degli Skiantos e Andrea Pazienza, straordinario e compianto fumettista, Filippo Scozzari e “Bifo” Berardi. Protagonisti di una storia collettiva alla quale nel 2004, il regista Guido Chiesa dedicò un film, “Lavorare con lentezza”, che prendeva il titolo da una canzone di un cantautore pugliese, Enzo Del Re, che apriva e chiudeva le trasmissioni.
Oggi, in tempo di celebrazioni per l’inizio delle trasmissioni 50 anni fa, a ricordare quel periodo e quell’esperienza, c’è un podcast, “Radio Alice, voci e storie dal ’77”. Si tratta di una serie podcast in sei puntate di RayPlay Sound scritto e condotto da Maria Antonietta Giudicissi, con la direzione artistica di Andrea Borgnino. Una grande ricerca d’archivio consente di rivivere attraverso suoni e parole le atmosfere di quegli anni, sino a quando il 12 marzo del 1977, la polizia entrò negli studi di via Pratello 41 e chiuse la radio. Il giorno prima lo studente di Lotta Continua Francesco Lorusso era stato ucciso da un carabiniere durante una manifestazione a Bologna e l’emittente fu accusata di aver contribuito a fomentare le proteste seguite alla sua morte. Durante lo sgombero, la radio continuò a trasmettere fino a quando tutti gli apparecchi non furono distrutti. Radio Alice, successivamente riaprì, con molte difficoltà e in maniera discontinua, ma a quel punto qualcosa si era rotto, il sogno svanito.
