Donald Trump: Il presidente venezuelano Maduro "catturato e portato via" dal paese dopo gli attacchi degli Stati Uniti. Sul suo social, il presidente Usa ha scritto di "un attacco su larga scala contro il Venezuela e il suo leader, il presidente Nicolas Maduro, che è stato catturato, insieme alla moglie, e portato fuori dal Paese. Questa operazione è stata condotta in collaborazione con le forze dell'ordine statunitensi. Seguiranno dettagli. Oggi alle 11:00 si terrà una conferenza stampa a Mar-a-Lago". Nelle scorse ore un pesante attacco è stato condotto dali Stati Uniti su Caracas, la capitale del Venezuela. Colpite basi militari e in particolare la caserma più importante del paese, Fort Tiuna, a ovest della città, e la base aerea di La Carlota. Colpita anche l'abitazione del ministro della difesa del governo Maduro, Vladimir Padrino López. Secondo i media venezuelani il ministro sarebbe "irraggiungibile". Parole di condanna per i raid Usa sono giunte dalla Russia mentre il presidente colombiano Gustavo Petro in un post su X ha chiesto una riunione d'urgenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e dell'Organizzazione degli Stati americani.
Una vicenda quella che ha portato alla cattura di Maduro che in molti passaggi ricorda un po' quella che portò nel 1989 alla deposizione del generale Manuel Antonio Noriega Moreno, leader di Panama. Allora, gli Stati Uniti del presidente George H. W. Bush, accusavano Noriega di essere coinvolto in traffici di droga. Vennero condotte minacciose esercitazioni militari che sfociarono poi nell'invasione di Panama nel dicembre del 1989 da parte di 27mila militari Usa. Noriega si rifugiò nella nunziatura apostolica, ma nel 1990 si consegnò agli americani che nel 1992 lo processarono e condannarono a 40 anni di carcere per spaccio di droga e violazione dei diritti umani.
Prima dell'annuncio di Trump, il governo venezuelano aveva diffuso un comunicato di "denuncia alla comunità internazionale della grave aggressione militare perpetrata dall'attuale governo degli Stati Uniti d'America contro il territorio venezuelano e la sua popolazione nelle aree civili e militari di Caracas, capitale della Repubblica, e degli stati di Miranda, Aragua e La Guaira". L'atto è stato definito "una flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite". Per il governo di Caracas "L'obiettivo di questo attacco non è altro che impossessarsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del petrolio e dei minerali, nel tentativo di spezzare con la forza l'indipendenza politica della nazione, per distruggere la forma di governo repubblicana e forzare un cambio di regime".
