Maduro negli Stati Uniti per essere processato per narco-traffico. Trump promette di "governare" il Venezuela e prendere il controllo delle riserve petrolifere

Nicolas Maduro e sua moglie, Cilia Flores, catturati e portati via da Caracas nel corso di una vasta operazione militare americana in territorio venezuelano, sono a New York dove sono stati incriminati per narco-traffico. Il presidente del Venezuela è sceso ammanettato da un aereo  e trasferito con la moglie in elicottero dall'aeroporto Stewart a una prigione federale di Brooklyn. Il blitz della Delta Force è scattato in piena notte a Caracas ,mentre mezzi aerei sorvolavano a bassa quota la capitale, bombardando basi militari e facendo un numero imprecisato di vittime, militari e civili. Poi, attraverso annunci, post sui social e conferenze stampa  è stato Donald Trump a diffondere particolari sul raid ed anche foto di Maduro durante il trasferimento negli Usa. Immediate e dure le condanne da parte degli alleati del Venezuela, Russia e Cina in testa, più imbarazzate le reazioni europee, i cui leader, Meloni compresa hanno sottolineato la loro distanza da Maduro, definito un presidente "illegittimo", sollevato dubbi sulla violazione del diritto internazionale, ma nella sostanza, salvo eccezioni, è il caso della Spagna, riconosciuto come legittimo l'intervento americano per la minaccia rappresentata da un presunto coinvolgimento di Maduro nel narco-traffico. 

Il segretario generale dell'ONU, Guterres, ha espresso preoccupazione per il fatto che "il diritto internazionale non sia stato rispettato", ma il suo timore che il raid Usa possa rappresentare un pericoloso precedente, è destinato a restare come poco più che un atto di testimonianza. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu terrà comunque una riunione di emergenza sulla situazione in Venezuela lunedì mattina alle 10 locali, le 16 italiane, ma visto il diritto di veto di Washington, è facile immaginare che nessuna risoluzione di condanna si abbatterà su Trump e la sua amministrazione.

Intanto, mentre tra le centinaia di migliaia di esuli venezuelani anti-Maduro riparati negli Stati Uniti, in Florida soprattutto, si festeggia per la caduta del dittatore, in Venezuela si registra invece una reazione imporontata alla calma e alla prudenza. Non si segnalano manifestazioni di piazza di qualunque genere, pro o contro Maduro. La vicepresidente del Paese, Delcy Rodriguez, ha subito affermato che Maduro resta il presidente del Venezuela, mentre il ministro della difesa, probabile obiettivo mancato dei raid americani, ha invitato il paese a resistere. Nel frattempo, la leader dell'opposizione venezuelana, María Corina Machado, premio Nobel per la pace ha chiesto che un candidato dell'opposizione assuma il potere. Ma va detto che Trump sul nome della stessa Machado si è mostrato tiepido. Nella sua conferenza stampa, durante la quale ha parlato, come sempre, di tante cose, Trump ha affermato la volontà della sua amministrazione di governare il Venezuela in via transitoria e comunque prendere il controllo dei ricchi gacimenti petroliferi venezuelani. Poi in un'intervista ha aggiunto, che non ci sarà alcuna presenza militare americana in Venezuela se la vicepresidente del Paese, Delcy Rodriguez, "farà ciò che vogliamo". Trump ha anche aggiunto:"Abbiamo parlato con lei molte volte e lei lo capisce". A parlare con la vicepresidente è stato con ogni probabilità il segretario di Stato Marco Rubio, di origini cubane e nella condizione di parlare in spagnolo con Rodriguez. Rubio è colui che più di altri ha spinto nel mondo repubblicano per un intervento militare in Venezuela, viceversa avversato dagli ultrà del mondo Maga, che nell'interventismo di Trump fuori dai confini vedono una sconfessione delle promesse elettorali.