Da Leuven, nelle Fiandre, in Belgio, dove ha ricevuto una laurea honoris causa, Mario Draghi sprona l'Europa, che se continuerà a mostrarsi "incapace di difendere i propri interessi non potrà preservare a lungo i propri valori. Secondo l’ex presidente della Bce ed ex premier italiano l’ordine globale basato sulle regole, il multilateralismo Usa che ha governato il mondo dalla fine della Seconda guerra mondiale, è ormai defunto. " Gli Stati Uniti - ha detto- nella loro posizione attuale, cercano il dominio. Iimpongono dazi all’Europa, minacciano i nostri interessi territoriali e chiariscono, per la prima volta, di considerare la frammentazione politica europea funzionale ai propri interessi. "Riesce difficile da credere che lo sia per sempre", ha agggiunto ma i fatti vanno presi "per quello che sono".
Secondo Draghi, l'Europa per non restare semplicemente un grande mercato, soggetto alle priorità altrui, dece compiere passi importanti per diventare una potenza. Come? Trasformandosi da confederazione a federazione. "Dove l'Europa si è federata sul commercio, sulla concorrenza, sul mercato unico, sulla politica monetaria ha sottolineato- siamo rispettati come potenza e negoziamo come un soggetto unico. Lo vediamo oggi negli accordi commerciali di successo negoziati con l'India e con l'America Latina".
Mario Draghi e con lui anche Enrico Letta, sono stati invitati “a unirsi” ai leader Ue per il vertice informale sulla competitività in programma il 12 febbraio nella cittadina belga di campagna Alden Biesen, a circa 40 chilometri da Liegi. Lo ha confermato il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, nella lettera d’invito ai capi di Stato e di governo dei 27. Il vertice inizierà con uno scambio di vedute con la presidente del Parlamento europeo, seguirà poi la discussione con Mario Draghi "sull’impatto del nuovo contesto geopolitico e geoeconomico sulla competitività dell’Ue". Nel pomeriggio sarà Letta a relazionare su "come valorizzare il potenziale del nostro mercato unico in un mondo in rapido cambiamento".
