L'ex presidente Usa Bill Clinton testimonierà oggi davanti a una commissione del Congresso sullo scandalo Jeffrey Epstein. La deposizione del 79enne ex presidente, segue la testimonianza a porte chiuse di sua moglie, l'ex Segretario di Stato Hillary Clinton, che ieri, dichiarando di non avere mai incontrato Epstein e di non avere mai avuto rapporti con lui, ha definito l'inchiesta della Camera di Controllo, condotta dai repubblicani, un tentativo di insabbiamento teso a proteggere Donald Trump, che al contrario per lunghi periodi ha avuto rapporti molto stretti con Epstein. Hillary Clinton ha invitato il Congresso a chiamare a testimoniare sotto giuramento il presidente accusando il Dipartimento di giustizia di avere occultato dociumenti di Epstein imbarazzanti per Trump. Né i Clinton né Trump sono accusati di aver commesso reati in relazione a Epstein. Ma sia l'ex presidente che l'attuale presidente lo conoscevano e sono entrambi menzionati più volte nei fascicoli del Dipartimento di Giustizia.
Per molti analisti l'insitenza dei repubblicani di trascinare i Clinton davanti alla Commissione, rischia di ritorcersi contro gli stessi repubblicani, tenendo viva l'attenzione pubblica su una vicenda che la Casa Bianca cerca invano di sedare da mesi. Peraltro molti paventano già un doppio standard e chiedono perchè ascoltare Clinton in quanto menzionato più volte nei files epstein e non esponenti repubblicani, a cominciare da Trump, che compaiono ripetutamente nei fascicoli?
La stessa convocazione di Hillary Cinton chiamata di fatto a parlare dei rapporti del marito con Epstein, crea il precedente di una coniuge a cui viene chiesto dei legami del marito con l'accusato trafficante di sesso. Perchè allora non dovrebbe essere chiamata a riferire la first lady, Melania Trump? Peraltro, la first lady non ha alcun ruolo costituzionale formale e non sembrano esserci ostacoli legali a tale convocazione.
I Democratici hanno già dichiarato che approfondiranno l'esame della storia di Epstein se riconquisteranno la maggioranza alla Camera alle elezioni di medio termine di novembre. E visto il clima che domina la politica statunitense, è altamente probabile che prima o dopo la fine del mandato di Trump, non esiterebbero a chiedere la testimonianza dell'attuale inquilino della Casa Bianca.
