Messico in fiamme: scontri tra esercito e narcos in molte città dopo l'uccisione del boss del cartello di Jalisco

Un'ondata di violenze attraversa diverse città messicane dopo l'uccisione del boss dei narcos a capo del potente cartello Jalisco New Generation. Nemesio "El Mencho" Oseguera Cervantes, è stato ucciso in un'operazionecondotta dall'esercito messicano al quale gli Stati Uniti hanno fornito supporto di intelligence  In diverse città, i membri della gang hanno incendiato autobus e aziende, scontrandosi con le forze di sicurezza: segnalati oltre 250 blocchi stradali in 20 stati, ha dichiarato il Gabinetto di Sicurezza messicano Il bilancio di vittime è pesantissimo: almeno 26 i morti, 176 dei quali uomini delle forze dell'ordine. Preoccupazione anche per gli stranieri che si trovano nei luoghi teatri degli scontri. Il Dipartimento di Stato americano ha esortato i cittadini americani in alcune parti del Messico a "cercare rifugio e rimanere in residenze o hotel".  Molti turisti sono rimasti bloccati dopo che diverse compagnie aeree statunitensi hanno sospeso i voli per Puerto Vallarta.

L'operazione di domenica che ha ucciso il leader del cartello Nemesio "El Mencho" Oseguera Cervantes è stata condotta dalle Forze Speciali dell'Esercito Messicano con l'ausilio di aerei dell'aeronautica militare e della Forza di Reazione Immediata della Guardia Nazionale, ha dichiarato il Dipartimento della Difesa del Paese. A leggere  le dichiarazioni ufficiali dell'esercito, c'è stata una vera e propria battaglia: uccisi quattro membri del cartello sul posto, mentre altri tre, tra cui "El Mencho", morto poi durante il trasporto aereo in ospedale.