Iran: ucciso il portavoce dei Pasdaran. Chiuso a Gerusalemme il complesso della Moschea di Al-Aqsa. Erdogan invoca la distruzione di Israele

Raid e uccisioni mirate da parte di Israele, roboanti minacce da parte dell'Iran. Le ultime ore della guerra israelo -americana contro l'Iran registra l'uccisione in un raid del portavoce dei pasdaran, mentre sull'altro fronte il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, festeggia l'annunciato abbattimento di un F35 americano. "Non era - ha scritto sui social - solo un aereo da caccia, ma una statua dell'invincibilità e dell'arroganza dell'esercito statunitense". Torna a farsi vivo con un messaggio la guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, che scivendo al presidente Masoud Pezeshkian dice: "Dobbiamo negare la sicurezza ai nostri nemici, sia in patria che all'estero". E anche altri esponenti del regime di Teheran lanciano minacce a chiunque sostenga l'azione militare di Trump e Natanyahu. Minacce anche agli europei. Al Regno Unito e alla decisione di consentire agli Stati Uniti di utilizzare le sue basi militari, "solo per uso difensivo", si rivolge il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che in una conversazione telefonica con la sua omologa britannica Yvette Coope considera la decisione "una complicità nell'aggressione israelo-americana" e afferma che "l'Iran si riserva il diritto di difendere la propria sovranità e indipendenza".

A Gerusalemme intanto, il complesso della moschea di Al-Aqsa è stato chiuso per la preghiera dell'Eid al-Fitr, la festività in cui i musulmani celebrano la fine del mese sacro del Ramadan. E' la prima volta che accade dalla guerra dei Sei Giorni del 1967, quando Israele conquistò Gerusalemme Est e la Città Vecchia. 

Contro Israele si scaglia con parole forti il presidente turco: "Possa Egli, il dominatore, schiacciare e distruggere Israele", ha affermato Recep Tayyip Erdogan, utilizzando uno dei nomi usati nell'Islam per descrivere Dio: Kahrar, traducibile come "il dominatore". Erdogan ha parlato così. dopo la preghiera del venerdì in una moschea di Rize, località sul Mar Nero di cui la sua famiglia è originaria.
Il governo del Qatar fa intanto sapere che gli attacchi iraniani contro l'impianto di Ras Laffan ridurranno del 17% in cinque anni la capacità di esportazione di gas naturale, causando al Paese una perdita di 20 miliardi di dollari di entrate annuali. Di sicurezza energetica e di iniziative per consentire lo sblocco dello stretto di Hormuz si è discusso ieri al Consiglio europeo. Al termine, Giorgia Meloni ha escluso un intervento europeo senza prima una tregua che i paesi europei sono impegnati, ha detto, "a costruire sul piano diplomatico le strade possibili per una de-escalation”.