La Knesset, il Parlamento israeliano, ha approvato una legge che prevede la pena di morte per i palestinesi condannati per "atti mortali di terrorismo". La legge stabilisce che la pena di morte sarà inflitta a chi uccide una persona "con l'intento di negare l'esistenza dello Stato di Israele". Una formulazione scelta al solo fine di prevedere la pena capitale per i soli palestinesi, poiché la prova di natura ideologica, presupposto per la pena di morte non verrebbe considerata per un terrorista nazionalista ebreo.
62 i parlamentari che hanno votato a favore della legge, tra cui diversi membri dell'opposizione, 48 i contrari, mentre uno si è astenuto. La legge è ora applicabile in tutti i territori sotto il controllo effettivo di Israele, inclusa la Cisgiordania e il 53% della Striscia di Gaza.
La legge è stata promossa dal partito di estrema destra del Ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir e da un deputato del Likud, il partito di Netanyahu.
Protestano l'opposizione, alcuni ordini professionali ,gli europei e le associazioni dei diritti civili. Amnesty International, chiede il ritiro della legge definita "una pubblica manifestazione di crudeltà, discriminazione e profondo disprezzo per i diritti umani".
