Relazioni solide: è il commento del Dipartimento di stato Usa dopo gli incontri di Rubio in Vaticano con il Papa e il cardinale Parolin

Incontro “amichevole e costruttivo”. In assenza di dichiarazioni ai microfoni dei diretti interessati, è stato questo uno dei commenti agli incontri di questa mattina in Vaticano del segretario di stato Usa, Marco Rubio con il Papa e il segretario di stato vaticano, Pietro Parolin. Lo ha dichiarato una fonte dello staff di Rubio all'AFP. Il segretario di Stato americano è arrivato in Vaticano per l'incontro con Papa Leone XIV e successivamente con il cardinale Parolin alle 11.15. Era accompagnato dall'ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, Brian Burch, ed è stato accolto nel cortile di San Damaso dal prefetto della Casa Pontificia, monsignor Petar Rajic. Quindi, è stato accompagnato all'interno del Palazzo apostolico per l'incontro con il Papa. Mentre Rubio arrivava in via della Conciliazione, accompagnato da diverse vetture di scorta, usciva dal colonnato il premier polacco Donald Tusk che ha avuto un incontro con Leone XIV questa mattina.  La permanenza di Rubio al Palazzo apostolico è stata complessivamente di due ore e mezza. 

L'udienza tra il Papa e il segretario di Stato Usa è durata circa 45 minuti ed ha evidenziato “la solidità delle relazioni tra gli Stati Uniti e la Santa Sede, nonché il loro impegno comune a favore della pace e della dignità umana” ha scritto poi in una nota il Dipartimento di Stato Usa. Al centro dei colloqui, "la situazione in Medio Oriente e temi di reciproco interesse nell'emisfero occidentale”.

Doveva essere una visita volta a ricucire i rapporti tra Stati uniti e Santa sede dopo i reiterati attacchi di Trump al Papa, ma per molti la visita di oggi serve più a Rubio in vista alle presidenziali del 2028 che al capo della Casa Bianca, che, c'è da crederlo, non farà passare molto tempo per altre dichiarazioni che faranno immediatamente dimenticare la visita e i toni di oggi.

Rubio resterà a Roma fino a domani. A Palazzo Chigi vedrà Meloni e anche in questo caso c'è qualcosa da ricucire, viste le parole forti di Trump verso il governo italiano reo a suo dire di non averlo sostenuto nella guerra all'Iran. Rubio vedrà anche i ministri degli Esteri e della Difesa, Antonio Tajani e Guido Crosetto.