Stallo nei negoziati. Inaccettabile per Trump la risposta iraniana al memorandum Usa. Teheran: la nostra risposta generosa

Una risposta "ragionevole e generosa" per gli iraniani, "inaccettabile" per Trump. In queste lapidarie dichiarazioni  c'è la fotografia della situazione dei negoziati tra Usa e Iran che si trovano in una delicatissima fase di stallo che sembra preludere ad una ripresa dei combattimenti. La risposta alla proposta statunitense per porre fine alla guerra, che secondo i media statali  iraniani includeva il riconoscimento della sovranità sullo Stretto di Hormuz, è stata immediatamente bocciata da Trump, che ieri con il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che da parte sua vorrebbe riprendere a bombardare l'Iran perchè a suo dire, come dichiarato alla CBS, "c'è ancora del lavoro da fare" poichè l'Iran "conserva molte delle capacità che aveva prima dell'inizio della guerra". Nel campo iraniano si confrontano due fazioni con il presidente Massoud Pezeshkian che non ha chiuso la porta ai negoziati con gli Stati Uniti: "Pur nella diffidenza verso il nemico - ha detto all'agenzia Irna -, riteniamo possibile negoziare da una posizione di dignità, saggezza e interesse e se si raggiungerà un accordo che tenga conto delle preoccupazioni della Guida Suprema della Rivoluzione e degli interessi del popolo iraniano, saremo fedeli ai nostri impegni". I "falchi" di Teheran invece hanno intensificato le loro attività sui media, in parlamento e nelle strade per contrastare un accordo con gli Stati Uniti.

Sul fronte libanese, dove in realtà il cessate il fuoco non è stato mai rispettato, fa sentire la sua voce il premier del Libano Nawaf Salam, che in un'intervista al quotidiano saudita Al Arabiya ricorda la necessità del cessate il fuoco, il ritiro completo di Israele dal territorio libanese e il rilascio dei prigionieri libanesi detenuti nelle carceri israeliane. "Una volta soddisfatte le richieste libanesi - ha detto - siamo aperti a discutere le condizioni per la pace in un quadro arabo più ampio, perché ciò ha implicazioni per gli stati arabi". 

Di come procedere in Iran e Libano Netanyahu discuterà oggi con i capi della sicurezza di Israele. Un appuntamento , servito anche per ridurre di alcune ore la durata dell'udienza odierna del processo per corruzione a carico del premier israeliano.