Nessun attacco Usa, per ora e per un po' di giorni almeno, contro l'Iran. Trump ha cambiato i suoi piani che prevedevano una ripresa dei raid oggi stesso, icendo di avere ordinato la sospensione dei bombardamenti perché "sono ora in corso seri negoziati". A convincerlo, sono stati, ha detto lui stesso, i leader dei paesi alleati del Golfo, convinti che i colloqui in corso porteranno ad un "accordo che risulterà pienamente accettabile per gli Stati Uniti d'America, così come per tutti i Paesi del Medio Oriente e oltre".
L'Arabia Saudita, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti e altri ha spiegato, gli hanno detto di ritenere di essere molto vicini a un accordo. L' Iran si sarebbe detta disposta a riaprire Hormuz e ad consegnare ad un paese terzo, la Russia, il suo uranio arricchito. Trump vorrebbe che venisse consegnato agli Usa, ma ora non può fare diversamente stretto tra chi lo sollecita ad attaccare e chi lo invita a maggiore prudenza e a considerare gli effetti nefasti di un attacco. Trump ha affermato anche che a chiedergli di sospendere l'attacco sono stati anche altri paesi, senza però specificare quali.
