Un figlio di immigrati calabresi alla guida di un partito tedesco. Luigi Pantisano eletto alla presidenza della Linke

Si chiama Luigi Pantisano, ha quasi 47 anni, è figlio di immigrati calabresi e da oggi il primo italo-tedesco a diventare leader di un partito in Germania. Guiderà la sinistra della Linke, "incoronato" alla presidenza con il 53% di consensi nel congresso del partito a Postdam. Pantisano è un architetto nato a Weiblingen, nel Baden-Wuerttemberg, e nel suo primo discorso da segretario non ha risparmiato critiche al Cancelliere Friedrich Merz , ma anche ai socialdemocratici, promettendo di riconquistare il voto dei lavoratori. "Mettiamo i temi dei lavoratori al centro del nostro programma", ha detto Pantisano che dal 2025 ha un posto al Bundestag, dove è vicecapogruppo della Linke. Poi la rivendicazione delle sue origini: "Sono figlio di lavoratori immigrati, di famiglia italiana. I miei genitori hanno lavorato duramente per permettere a me e ai miei fratelli un futuro migliore. Ho imparato da loro a combattere", ha scandito con orgoglio dal palco del Congresso. Tra i temi più cari a Pantisano, la difesa dei diritti degli immigrati. Il neo leader della Linke ha ricordato di aver provato in passato sulla propria pelle il sentimento di "disprezzo" di chi guardava persone come lui "dall'alto in basso". Il problema, ha sottolineato "non sono quelli che arrivano in Europa su un gommone, ma il disprezzo di quelli che volano sulle nostre teste con i jet privati".

Al suo fianco Ines Schwerdtner, confermata alla co-presidenza con l'86%. La differenza di consensi ottenuti dai due indica che l'elezione di Pantisano ha incontrato più di un ostacolo, in un congresso che ha evidenziato forti divisioni tra i delegati. Nonostante ciò lo stato di salute del partito sembra buono, almeno a giudicare dai sondaggi che lo collocano tra il 10 e il 12%, quasi alla pari con i valori dei socialdemocratici.